Autore: Martina Bernareggi

  • The Jazz Travellers // Live @ Art Blakey Jazz Club, Busto Arsizio

    The Jazz Travellers // Live @ Art Blakey Jazz Club, Busto Arsizio

    16 aprile 2012

    THE JAZZ TRAVELLERS

    Pietro Tonolosax

    Paolo Birropianoforte

    Lorenzo Contecontrabbasso

    Emanuele Manìscalcobatteria

     

    Questa formazione trae la sua forza dalla profonda conoscenza reciproca de per la passione per la più genuina tradizione jazzistica e il repertorio che la rappresenta.

    Birro e Tonolo suonano in duo da diversi anni; la loro collaborazione, documentata dal cidì Simbiosi (Splasc(h), 1995) e dal CD Autunno, uscito nel 2001 per Fetichetta Egea. Con Lorenzo Conte Birro ha avuto modo di accompagnare in innumerevoli occasioni molti importanti jazzisti italiani e stranieri; insieme hanno suonato fra l’altro nel CD Spring Jazz Trio (con Elliot Zigmund) e i due cidì realizzati dal gruppo Jazz Breakers, tutti pubblicati da Azzurra Music.

    Completa il quartetto Emanuele Maniscalco, musicista di cui lo straordinario talento e originalità trovano espressione sia con il piano sia, come in questo caso, con la batteria. Il repertorio comprende brani originali e la rivisitazione di alcuni standards.

     

    Art Blakey Jazz Club -C/o Comunità Giovanile -Vicolo Carpi, 5 – 21052 Busto Arsizio (VA)

     

     

     

  • The Jazz Travellers // Live @ Art Blakey Jazz Club, Busto Arsizio

    The Jazz Travellers // Live @ Art Blakey Jazz Club, Busto Arsizio

    16 aprile 2012

    THE JAZZ TRAVELLERS

    Pietro Tonolosax

    Paolo Birropianoforte

    Lorenzo Contecontrabbasso

    Emanuele Manìscalcobatteria

     

    Questa formazione trae la sua forza dalla profonda conoscenza reciproca de per la passione per la più genuina tradizione jazzistica e il repertorio che la rappresenta.

    Birro e Tonolo suonano in duo da diversi anni; la loro collaborazione, documentata dal cidì Simbiosi (Splasc(h), 1995) e dal CD Autunno, uscito nel 2001 per Fetichetta Egea. Con Lorenzo Conte Birro ha avuto modo di accompagnare in innumerevoli occasioni molti importanti jazzisti italiani e stranieri; insieme hanno suonato fra l’altro nel CD Spring Jazz Trio (con Elliot Zigmund) e i due cidì realizzati dal gruppo Jazz Breakers, tutti pubblicati da Azzurra Music.

    Completa il quartetto Emanuele Maniscalco, musicista di cui lo straordinario talento e originalità trovano espressione sia con il piano sia, come in questo caso, con la batteria. Il repertorio comprende brani originali e la rivisitazione di alcuni standards.

     

    Art Blakey Jazz Club -C/o Comunità Giovanile -Vicolo Carpi, 5 – 21052 Busto Arsizio (VA)

     

     

     

  • Carmen // Teatro Coccia, Stagione lirica 2011-2012

    Carmen // Teatro Coccia, Stagione lirica 2011-2012

    LEGGI LA RECENSIONE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Venerdì 30 marzo 2012 ore 20.30 – Turno A
    Domenica 1 aprile 2012 ore 16.00 – Turno B

    CARMEN

    Opéra-comique in quattro atti su libretto di
    Henri Meilhac e Ludovic Halèvy

    Musica di Georges Bizet

     

    Maestro concertatore e Direttore d’orchestra: Valerio Galli
    Regia e scene: Beppe De Tomasi
    Disegno luci: Jean Paul Carradori
    Maestro Del Coro: Gianmario Cavallaro
     
    F.V.G. Mitteleuropa Orchestra
    Coro del Teatro Coccia – Balletto di Milano
    Coro voci bianche dell’Accademia di Canto e Musica da Camera M. Langhi, Novara
    M° del Coro voci Bianche Alberto Veggiotti
    Allestimento della Fondazione Teatro Coccia

    Produzione
    Fondazione Teatro Coccia Novara


    INFORMAZIONI
    Acquisto biglietti online su www.fondazioneteatrococcia.it o presso il Teatro in Via Fratelli Rosselli, 47.
    Biglietteria aperta da martedì a sabato dalle 11.30 alle 17.30 e a partire da un’ora prima di tutti gli spettacoli, fino alla mezz’ora successiva l’inizio.

    Telefono 0321.233200
    www.fondazioneteatrococcia.it
    info@fondazioneteatrococcia.it

  • Carmen // Teatro Coccia, Stagione lirica 2011-2012

    Carmen // Teatro Coccia, Stagione lirica 2011-2012

    LEGGI LA RECENSIONE

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Venerdì 30 marzo 2012 ore 20.30 – Turno A
    Domenica 1 aprile 2012 ore 16.00 – Turno B

    CARMEN

    Opéra-comique in quattro atti su libretto di
    Henri Meilhac e Ludovic Halèvy

    Musica di Georges Bizet

     

    Maestro concertatore e Direttore d’orchestra: Valerio Galli
    Regia e scene: Beppe De Tomasi
    Disegno luci: Jean Paul Carradori
    Maestro Del Coro: Gianmario Cavallaro
     
    F.V.G. Mitteleuropa Orchestra
    Coro del Teatro Coccia – Balletto di Milano
    Coro voci bianche dell’Accademia di Canto e Musica da Camera M. Langhi, Novara
    M° del Coro voci Bianche Alberto Veggiotti
    Allestimento della Fondazione Teatro Coccia

    Produzione
    Fondazione Teatro Coccia Novara


    INFORMAZIONI
    Acquisto biglietti online su www.fondazioneteatrococcia.it o presso il Teatro in Via Fratelli Rosselli, 47.
    Biglietteria aperta da martedì a sabato dalle 11.30 alle 17.30 e a partire da un’ora prima di tutti gli spettacoli, fino alla mezz’ora successiva l’inizio.

    Telefono 0321.233200
    www.fondazioneteatrococcia.it
    info@fondazioneteatrococcia.it

  • Cordoba Reunion // Concerto a Olgiate Olona, rassegna JAZZaltro

    Cordoba Reunion // Concerto a Olgiate Olona, rassegna JAZZaltro

    Venerdì 30 ore 21.00 OLGIATE OLONA
    Cinema Teatro Nuovo Area 101
    Via Bellotti 22

    CORDOBA REUNION

    Ebbene JAZZaltro ha il piacere e l’orgoglio di presentare una delle più belle, interessanti, fulgide realtà musicali che ci siano sulla scena internazionale.

    Quattro tra i migliori musicisti argentini, tutti nativi della stessa città, Cordoba, e tuttavia residenti in paesi diversi (Francia, Italia e Argentina), si ritrovano e danno vita ad un progetto musicale dove la tradizione e la cultura argentina, densa di solarità, ritmo, passione ma anche contraddizioni, colori e sapori diversi, si fondono magistralmente.

    Javier Girotto – sassofono
    Gerardo di Giusto – pianoforte
    Carlos “el tero” Buschini – contyrabbasso
    Gabriel” Minino” Garay batteria e percussioni

    I Cordoba Reunion hanno bellezza compositiva, fierezza di stile, calore, passione tipicamente argentina. La loro musica si lascia ascoltare con semplicità toccando le corde più intime di appassionati non solo di musica jazz, ma di musica “tout court”. Si esibiscono sulle scene di tutto il mondo da circa 7 anni con un impatto sorprendente.

    LEGGI LA RECENSIONE DELL’ALBUM SIN LUGAR A DUDAS

    Info e/o prenotazioni
    Mario 347 8906468
    Leo 338 3327832
    Laura-Area101 327 7471296
    Email management@abeatrecords.com

  • Cordoba Reunion // Concerto a Olgiate Olona, rassegna JAZZaltro

    Cordoba Reunion // Concerto a Olgiate Olona, rassegna JAZZaltro

    Venerdì 30 ore 21.00 OLGIATE OLONA
    Cinema Teatro Nuovo Area 101
    Via Bellotti 22

    CORDOBA REUNION

    Ebbene JAZZaltro ha il piacere e l’orgoglio di presentare una delle più belle, interessanti, fulgide realtà musicali che ci siano sulla scena internazionale.

    Quattro tra i migliori musicisti argentini, tutti nativi della stessa città, Cordoba, e tuttavia residenti in paesi diversi (Francia, Italia e Argentina), si ritrovano e danno vita ad un progetto musicale dove la tradizione e la cultura argentina, densa di solarità, ritmo, passione ma anche contraddizioni, colori e sapori diversi, si fondono magistralmente.

    Javier Girotto – sassofono
    Gerardo di Giusto – pianoforte
    Carlos “el tero” Buschini – contyrabbasso
    Gabriel” Minino” Garay batteria e percussioni

    I Cordoba Reunion hanno bellezza compositiva, fierezza di stile, calore, passione tipicamente argentina. La loro musica si lascia ascoltare con semplicità toccando le corde più intime di appassionati non solo di musica jazz, ma di musica “tout court”. Si esibiscono sulle scene di tutto il mondo da circa 7 anni con un impatto sorprendente.

    LEGGI LA RECENSIONE DELL’ALBUM SIN LUGAR A DUDAS

    Info e/o prenotazioni
    Mario 347 8906468
    Leo 338 3327832
    Laura-Area101 327 7471296
    Email management@abeatrecords.com

  • Bohème // Teatro Coccia, Novara

    Bohème // Teatro Coccia, Novara

    LA BOHÈME

    Musica: Giacomo Puccini
    Libretto: Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

    Luogo: Teatro Coccia, Novara
    Data: 10/12/14 febbraio 2012

    Direttore d’orchestra: Giuseppe Acquaviva
    Orchestra Filarmonica Italiana
    Regista: Vittorio Borrelli

    {gallery}concerti/boheme{/gallery}

    Le quinte del teatro, negli attimi che precedono la messa in scena di un’opera, celano un microcosmo che si rifiuta di sottostare alle regole del tempo: personaggi in costume si aggirano tra gli angusti corridoi, scalini e ballatoi di legno scricchiolano sotto il passeggiare blando di un attore che ripassa la parte, vocalizzi sopranili filtrano ovattati da dietro le pareti. L’atmosfera che si respira tra il viavai di cantanti, orchestrali e maestranze, non sembra essere diversa da quella che impregnava quei locali alla fine dell’Ottocento, quando il Teatro Coccia venne inaugurato. Al di là del sipario, velluti, ceselli e inserti di oro zecchino attendono solo che il pubblico prenda posto, prima che il maestro Giuseppe Acquaviva inizi a far rivivere la Bohéme, per l’occasione nell’allestimento del Teatro Regio di Torino.

    La tenda rossa svela alla sala una rivisitazione della storica scenografia firmata da Eugenio Guglielminetti: nelle intenzioni del grande scenografo, rendere adattabile l’impianto ad ogni palcoscenico grazie ad una pedana girevole sulla quale sono montati gli elementi che creano i tre ambienti dell’opera. Un cenno del direttore e siamo già nella soffitta parigina in cui Rodolfo e Marcello, scrittore e pittore squattrinati dediti alla vita bohemièn, si angustiano tanto per coltivare la propria arte quanto per raccimolare di che scaldarsi.

    I due amici sono presto raggiunti da Schaunard, musicista, e Colline, filosofo: i serrati scambi di battute del primo quadro sono permeati, nonostante la situazione non proprio idilliaca, da spensieratezza e humor, che raggiungerà l’apice all’entrata in scena di Benoît, il padrone di casa beffato dai quattro tra le risa soffocate del pubblico.

    Humor e versi scanzonati lasciano spazio al sentimento quando alla porta bussa Mimì, giovane fioraia in cerca di fuoco per riaccendere la candela. Rimasto solo, Rodolfo l’accoglie e il buio diventa il pretesto perchè le mani dei dui si sfiorino, dando il via a due delle arie più celebri del melodramma: Che gelida manina, se la lasci riscaldar, canta Rodolfo tracciando una sorta di autoritratto; Mi chiamo Mimì, risponde la neo-amata con lo stesso intento.

    Il secondo quadro si apre sulla scena corale dell Caffè Momus: le voci di venditori ambulanti, bambini e artigiani si intrecciano e sovrappongono dando vita, assieme all’orchestra, ad un dipinto d’ambiente in cui anche il pubblico sembra coinvolto, tanto è forte l’impatto scenico. Quando men vo‘, la celebre romanza in tempo di valzer intonata da Musetta vale alla raffinata soprano uno scrosciare di applausi entusiasti.

    La stupenda scenografia innevata del terzo atto fa da sfondo alla gelida decisione dei due amanti di lasciarsi: Mimì è malata di tisi e Rodolfo non ha i soldi per curarla; con la fine dell’inverno finitrà anche la loro storia d’amore.

    La soffitta dell’inizio è la cornice in cui si svolge l’ultimo, tragico, atto. Rodolfo e Marcello ripensano ai loro amori ormai lontani quando Colline e Schaunard rientrano con un pasto prelibato: un’aringa. La situazione si trasforma in gioco e i quattro amici si lasciandno andare a scherzi e danze (minuetto, pavanella, quadriglia, fandango): è la quiete prima della tempesta. Ad un tratto dalla porta entra Musetta trascinando Mimì morente, coi capelli sciolti e il volto emaciato (Fin dal camerino, durante il trucco prima del quarto atto, inizio a calarmi nella parte: mentre mi avvicino alla soffitta in un certo senso sto già morendo ci cofesserà Elena Rossi alla fine dello spettacolo). Nel disperato tentativo di trovare i soldi per curarla, Musetta e Colline vanno ad impegnare rispettivamente gioielli e zimarra (Vecchia zimarra senti/ io resto al pian, tu ascendere/ al sacro monte or devi) ma il gesto sarà vano, Mimì è ormai alla fine.
    I due innamorati hanno tempo per un ultimo duetto d’amore in cui rievocano la loro storia prima che la giovane protagonista spiri e il lamento straziato di Rodolfo faccia calare il sipario.

    L’irrompere inatteso della tragedia, in contrasto con l’atmosfera scapigliata e, appunto, bohemienne del quadro ambientato nella soffitta parigina, ci offre un esempio del genio pucciniano della melodia e dell’orchestrazione: l’ampio respiro delle arie e i colori screziatissimi dell’orchestra, uniti all’interpretazione intensa e brillante dei cantanti, fanno sì che lo spettacolo coinvolga e commuova chiunque tra il pubblico, dai cultori fino ai bambini che, certo, non hanno molta dimestichezza col linguaggio operistico.

     

    Incontriamo Mimì

    Mimì – ci ricorda Cesare G. Romana – è tra i personaggi di Bohème quello che meglio sintetizza le peculiarità della musica e della poetica pucciniane. Che in quest’opera tocca i vertici di compenetrazione tra atmosfere crepuscolari, umorismo, pathos spinto all’occorrenza fino al tragico, scanzonatezza, lirismo, pittura d’ambiente, romanticismo, comicità.

    Mimì è un’eroina tragica che esprime anchee i toni della commedia e del dramma borghese, e in questo senso rispecchia meglio degli altri personaggi l’indole particolarissima del repertorio pucciniano, che suole appunto spaziare dalla commedia alla tragedia all’interno di una stessa opera, mescolando in modo personalissimo spunti derivanti dall’Opéra comique e dall’Opéra lyrique francesi, dall’ultimissimo Verdi (Falstaff), dalla romanza da camera, dal romanticismo tedesco e austriaco, etc. Sempre però con un’autonomia inventiva e culturale che non si abbandona mai all’imitazione di modelli altrui.

    Dunque per interpretare Mimì occorre saper spaziare caratterialmente e localmente tra psicologie ben diverse, conoscendo il sorriso e la lacrima, il sospiro e l’ironia, l’innocenza e il disincanto.

    Ed infatti, proprio per l’intensità e la particolarità del ruolo e forse anchee per una sfida personale, Elena Rossici spiega come la parte di Mimì sia, assieme a quella di Violetta (Traviata), la sua prediletta: «Sono due personaggi appassionati della vita e dell’amore. E’ giusto, quasi un dovere, far rivivere le emozioni che un ruolo come Mimì ti permette di trasmettere. La lirica va svecchiata e alcune opere meglio di altre ti permettono di farlo: la Bohème è sicutamente tra queste».

    Compito arduo, dato che l’impegno della soprano per arrivare al risultato che abbiamo potuto apprezzare al Teatro Coccia, non è stato da poco: «Mi sono ispirata soprattutto a Mirella Freni: ho ascoltato e riascoltato i suoi nastri fino a memorizzarne ogni dettaglio, sono arrivata a conoscere esattamente i punti in cui prende fiato in una strofa o nell’altra». Una simile dedizione non può che portare ad una resa eccellente. Per questo motivo anch noi ci auguriamo, come Elena Rossi, che questa rappresentazione possa essere tenuta in vita ancora a lungo e portata ed esportata nei teatri italiani e non.

     

    PERSONAGGI E INTERPRETI

    Mimì, Elena Rossi (soprano)
    Musetta, Maya Dashuk (soprano)
    Rodolfo, poeta, Niels Jørgen Riis (tenore)
    Marcello, pittore, Domenico Balzani (baritono)
    Schaunard, musicista, Francesco Paolo Vultaggio (baritono)
    Colline, filosofo, Andrea Mastroni (basso)
    Benoît, il padrone di casa / Alcindoro, consigliere di Stato, Luca Ludovici (baritono)
    Parpignol, venditore ambulante, Mauro Scalzini (tenore)
    Sergente dei doganieri, Gilles Armani (baritono)
    Doganiere, Pier Marco Viñas (basso)
    Il venditore di prugne di Tours, Filiberto Ricciardi (tenore)

     

    LA BOHÈME

    Maestro concertatore e Direttore d’orchestra: Giuseppe Acquaviva
    Orchestra Filarmonica Italiana
    Coro del Teatro Coccia, diretto dal Maestro Gianmario Cavallaro
    Coro delle voci bianche dell’accademia di canto e musica da camera “M. Langhi”, diretto dal Mestro Alberto Veggiotti
    Regista: Vittorio Borrelli
    Bozzetti e figurini: Eugenio Guglielminetti
    Disegno luci: Jean Paul Carradori
    Scene: Saverio Santoliquido e Claudia Boasso
    Costumi: Laura Viglioni
    Allestimento del Teatro Regio di Torino
    Produzione della Fondazione Teatro Coccia di Novara in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio di Torino

     

     

     

  • Bohème // Teatro Coccia, Novara

    Bohème // Teatro Coccia, Novara

    LA BOHÈME

    Musica: Giacomo Puccini
    Libretto: Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

    Luogo: Teatro Coccia, Novara
    Data: 10/12/14 febbraio 2012

    Direttore d’orchestra: Giuseppe Acquaviva
    Orchestra Filarmonica Italiana
    Regista: Vittorio Borrelli

    {gallery}concerti/boheme{/gallery}

    Le quinte del teatro, negli attimi che precedono la messa in scena di un’opera, celano un microcosmo che si rifiuta di sottostare alle regole del tempo: personaggi in costume si aggirano tra gli angusti corridoi, scalini e ballatoi di legno scricchiolano sotto il passeggiare blando di un attore che ripassa la parte, vocalizzi sopranili filtrano ovattati da dietro le pareti. L’atmosfera che si respira tra il viavai di cantanti, orchestrali e maestranze, non sembra essere diversa da quella che impregnava quei locali alla fine dell’Ottocento, quando il Teatro Coccia venne inaugurato. Al di là del sipario, velluti, ceselli e inserti di oro zecchino attendono solo che il pubblico prenda posto, prima che il maestro Giuseppe Acquaviva inizi a far rivivere la Bohéme, per l’occasione nell’allestimento del Teatro Regio di Torino.

    La tenda rossa svela alla sala una rivisitazione della storica scenografia firmata da Eugenio Guglielminetti: nelle intenzioni del grande scenografo, rendere adattabile l’impianto ad ogni palcoscenico grazie ad una pedana girevole sulla quale sono montati gli elementi che creano i tre ambienti dell’opera. Un cenno del direttore e siamo già nella soffitta parigina in cui Rodolfo e Marcello, scrittore e pittore squattrinati dediti alla vita bohemièn, si angustiano tanto per coltivare la propria arte quanto per raccimolare di che scaldarsi.

    I due amici sono presto raggiunti da Schaunard, musicista, e Colline, filosofo: i serrati scambi di battute del primo quadro sono permeati, nonostante la situazione non proprio idilliaca, da spensieratezza e humor, che raggiungerà l’apice all’entrata in scena di Benoît, il padrone di casa beffato dai quattro tra le risa soffocate del pubblico.

    Humor e versi scanzonati lasciano spazio al sentimento quando alla porta bussa Mimì, giovane fioraia in cerca di fuoco per riaccendere la candela. Rimasto solo, Rodolfo l’accoglie e il buio diventa il pretesto perchè le mani dei dui si sfiorino, dando il via a due delle arie più celebri del melodramma: Che gelida manina, se la lasci riscaldar, canta Rodolfo tracciando una sorta di autoritratto; Mi chiamo Mimì, risponde la neo-amata con lo stesso intento.

    Il secondo quadro si apre sulla scena corale dell Caffè Momus: le voci di venditori ambulanti, bambini e artigiani si intrecciano e sovrappongono dando vita, assieme all’orchestra, ad un dipinto d’ambiente in cui anche il pubblico sembra coinvolto, tanto è forte l’impatto scenico. Quando men vo‘, la celebre romanza in tempo di valzer intonata da Musetta vale alla raffinata soprano uno scrosciare di applausi entusiasti.

    La stupenda scenografia innevata del terzo atto fa da sfondo alla gelida decisione dei due amanti di lasciarsi: Mimì è malata di tisi e Rodolfo non ha i soldi per curarla; con la fine dell’inverno finitrà anche la loro storia d’amore.

    La soffitta dell’inizio è la cornice in cui si svolge l’ultimo, tragico, atto. Rodolfo e Marcello ripensano ai loro amori ormai lontani quando Colline e Schaunard rientrano con un pasto prelibato: un’aringa. La situazione si trasforma in gioco e i quattro amici si lasciandno andare a scherzi e danze (minuetto, pavanella, quadriglia, fandango): è la quiete prima della tempesta. Ad un tratto dalla porta entra Musetta trascinando Mimì morente, coi capelli sciolti e il volto emaciato (Fin dal camerino, durante il trucco prima del quarto atto, inizio a calarmi nella parte: mentre mi avvicino alla soffitta in un certo senso sto già morendo ci cofesserà Elena Rossi alla fine dello spettacolo). Nel disperato tentativo di trovare i soldi per curarla, Musetta e Colline vanno ad impegnare rispettivamente gioielli e zimarra (Vecchia zimarra senti/ io resto al pian, tu ascendere/ al sacro monte or devi) ma il gesto sarà vano, Mimì è ormai alla fine.
    I due innamorati hanno tempo per un ultimo duetto d’amore in cui rievocano la loro storia prima che la giovane protagonista spiri e il lamento straziato di Rodolfo faccia calare il sipario.

    L’irrompere inatteso della tragedia, in contrasto con l’atmosfera scapigliata e, appunto, bohemienne del quadro ambientato nella soffitta parigina, ci offre un esempio del genio pucciniano della melodia e dell’orchestrazione: l’ampio respiro delle arie e i colori screziatissimi dell’orchestra, uniti all’interpretazione intensa e brillante dei cantanti, fanno sì che lo spettacolo coinvolga e commuova chiunque tra il pubblico, dai cultori fino ai bambini che, certo, non hanno molta dimestichezza col linguaggio operistico.

     

    Incontriamo Mimì

    Mimì – ci ricorda Cesare G. Romana – è tra i personaggi di Bohème quello che meglio sintetizza le peculiarità della musica e della poetica pucciniane. Che in quest’opera tocca i vertici di compenetrazione tra atmosfere crepuscolari, umorismo, pathos spinto all’occorrenza fino al tragico, scanzonatezza, lirismo, pittura d’ambiente, romanticismo, comicità.

    Mimì è un’eroina tragica che esprime anchee i toni della commedia e del dramma borghese, e in questo senso rispecchia meglio degli altri personaggi l’indole particolarissima del repertorio pucciniano, che suole appunto spaziare dalla commedia alla tragedia all’interno di una stessa opera, mescolando in modo personalissimo spunti derivanti dall’Opéra comique e dall’Opéra lyrique francesi, dall’ultimissimo Verdi (Falstaff), dalla romanza da camera, dal romanticismo tedesco e austriaco, etc. Sempre però con un’autonomia inventiva e culturale che non si abbandona mai all’imitazione di modelli altrui.

    Dunque per interpretare Mimì occorre saper spaziare caratterialmente e localmente tra psicologie ben diverse, conoscendo il sorriso e la lacrima, il sospiro e l’ironia, l’innocenza e il disincanto.

    Ed infatti, proprio per l’intensità e la particolarità del ruolo e forse anchee per una sfida personale, Elena Rossici spiega come la parte di Mimì sia, assieme a quella di Violetta (Traviata), la sua prediletta: «Sono due personaggi appassionati della vita e dell’amore. E’ giusto, quasi un dovere, far rivivere le emozioni che un ruolo come Mimì ti permette di trasmettere. La lirica va svecchiata e alcune opere meglio di altre ti permettono di farlo: la Bohème è sicutamente tra queste».

    Compito arduo, dato che l’impegno della soprano per arrivare al risultato che abbiamo potuto apprezzare al Teatro Coccia, non è stato da poco: «Mi sono ispirata soprattutto a Mirella Freni: ho ascoltato e riascoltato i suoi nastri fino a memorizzarne ogni dettaglio, sono arrivata a conoscere esattamente i punti in cui prende fiato in una strofa o nell’altra». Una simile dedizione non può che portare ad una resa eccellente. Per questo motivo anch noi ci auguriamo, come Elena Rossi, che questa rappresentazione possa essere tenuta in vita ancora a lungo e portata ed esportata nei teatri italiani e non.

     

    PERSONAGGI E INTERPRETI

    Mimì, Elena Rossi (soprano)
    Musetta, Maya Dashuk (soprano)
    Rodolfo, poeta, Niels Jørgen Riis (tenore)
    Marcello, pittore, Domenico Balzani (baritono)
    Schaunard, musicista, Francesco Paolo Vultaggio (baritono)
    Colline, filosofo, Andrea Mastroni (basso)
    Benoît, il padrone di casa / Alcindoro, consigliere di Stato, Luca Ludovici (baritono)
    Parpignol, venditore ambulante, Mauro Scalzini (tenore)
    Sergente dei doganieri, Gilles Armani (baritono)
    Doganiere, Pier Marco Viñas (basso)
    Il venditore di prugne di Tours, Filiberto Ricciardi (tenore)

     

    LA BOHÈME

    Maestro concertatore e Direttore d’orchestra: Giuseppe Acquaviva
    Orchestra Filarmonica Italiana
    Coro del Teatro Coccia, diretto dal Maestro Gianmario Cavallaro
    Coro delle voci bianche dell’accademia di canto e musica da camera “M. Langhi”, diretto dal Mestro Alberto Veggiotti
    Regista: Vittorio Borrelli
    Bozzetti e figurini: Eugenio Guglielminetti
    Disegno luci: Jean Paul Carradori
    Scene: Saverio Santoliquido e Claudia Boasso
    Costumi: Laura Viglioni
    Allestimento del Teatro Regio di Torino
    Produzione della Fondazione Teatro Coccia di Novara in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio di Torino

     

     

     

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