Autore: Martina Bernareggi

  • Conoscere il Jazz 2012 – Louis Armstrong // Bollate Jazz Meeting

    Conoscere il Jazz 2012 – Louis Armstrong // Bollate Jazz Meeting

    LUCA BRAGALINI
    Louis Armstrong: dentro la fucina del jazz

     

    Il ciclo di conferenze sulla musica afroamericana promosso dall’Associazione Bollate Jazz Meeting inizia in grande stile: le parole di Luca Bragalini, docente e musicologo, indagano la storia di un gigante della musica del Novecento, Louis Armstrong, da un punto di vista inedito e affascinante.

    Maschera, icona, personaggio, Louis Armstrong è il musicista jazz che tutti conoscono e riconoscono, che anche i profani possono permettersi di citare, non foss’altro che per il timbro inconfondibile della sua voce. Voce che, per l’intera durata della conferenza, Luca Bragalini evita accuratamente di dare in pasto alla pubblico, riservando per il finale un unico frammento di canto, esausto, commovente e impregnato di umanità.

    Nelle intenzioni di Bragalini, oratore rodato e architetto della parola, presentare un musicista significa entrare in profondità nella vita e nelle opere di un personaggio, afferrarne le sfumature e usarle come appigli per scalare le pareti scivolose della conoscenza. Attraverso l’interpretazione di segnali disseminati tra note e giornate di un artista, Bragalini può sradicare una convinzione, cancellare dalla mente degli ascoltatori una certezza e spingerli ad osservare da un’altra angolazione; svelare la persona Armstrong e costringere il pubblico ad ascoltarlo per la prima volta.

    Per raccontare cosa accade “dentro la fucina del jazz” Luca Bragalini costruisce una storia che appassiona, muove e commuove: piccoli colpi di scena disseminati lungo il percorso sono scosse che accendono lampadine, pungoli che stimolano a guardare oltre, senza mai cadere (e scadere) in una facile aneddotica gossippara. E al di là di ogni sua parola esiste un mondo, che il musicologo non descrive (il tempo a disposizione non lo permette) ma  non dimentica mai di evocare. Il risultato di questa operazione si può leggere negli sguardi rapiti degli astanti, nello stupore di chi per la prima volta si trova di fronte ad una realtà diversa da quella che gli era sempre stata raccontata.

    Ecco quindi che il Louis Armstrong che tutti pensano di conoscere, il simpaticone che canta, ride e suona la tromba, diventa un altro Louis Armstrong, rivoluzionario, artista colto, raffinato e geniale che, grazie a questo incontro, anche noi inizieremo a conoscere.

     

     


     

    Il ciclo di conferenze continuerà con gli interventi di Maurizio Franco, Claudio Sessa, Stefano Zenni, Gianni Gualberto come da seguente programma:

    9 Febbraio 2012 – Ore 21
    Novate M.se
    Villa Venino (largo Padre Fumagalli 5) – tel. 02.35473272

    MAURIZIO FRANCO
    Duke Ellington: introduzione a un compositore di jazz.

     

    16 Febbraio 2012 – Ore 21
    Arese
    Biblioteca comunale (via dei Platani 6) – tel. 02.93527265

    CLAUDIO SESSA
    Keith Jarrett, L’ultimo divino.

     

    23 Febbraio 2012 – Ore 21
    Bollate
    Palazzo Seccoborella (piazza C.A.Dalla Chiesa 30) – tel. 02.35005575

    STEFANO ZENNI.
    The Black Saint. Biografia in musica di Charles Mingus tra composizione e improvvisazione.

     

    1 Marzo 2012 – Ore 21
    Bollate
    Palazzo Seccoborella (piazza C.A.Dalla Chiesa 30) – tel. 02.35005575

    GIANNI GUALBERTO
    Contaminazioni nella scena musicale e culturale americana.


    Per ulteriori informazioni consultare www.jazzmeeting.it

  • Conoscere il Jazz 2012 – Louis Armstrong // Bollate Jazz Meeting

    Conoscere il Jazz 2012 – Louis Armstrong // Bollate Jazz Meeting

    LUCA BRAGALINI
    Louis Armstrong: dentro la fucina del jazz

     

    Il ciclo di conferenze sulla musica afroamericana promosso dall’Associazione Bollate Jazz Meeting inizia in grande stile: le parole di Luca Bragalini, docente e musicologo, indagano la storia di un gigante della musica del Novecento, Louis Armstrong, da un punto di vista inedito e affascinante.

    Maschera, icona, personaggio, Louis Armstrong è il musicista jazz che tutti conoscono e riconoscono, che anche i profani possono permettersi di citare, non foss’altro che per il timbro inconfondibile della sua voce. Voce che, per l’intera durata della conferenza, Luca Bragalini evita accuratamente di dare in pasto alla pubblico, riservando per il finale un unico frammento di canto, esausto, commovente e impregnato di umanità.

    Nelle intenzioni di Bragalini, oratore rodato e architetto della parola, presentare un musicista significa entrare in profondità nella vita e nelle opere di un personaggio, afferrarne le sfumature e usarle come appigli per scalare le pareti scivolose della conoscenza. Attraverso l’interpretazione di segnali disseminati tra note e giornate di un artista, Bragalini può sradicare una convinzione, cancellare dalla mente degli ascoltatori una certezza e spingerli ad osservare da un’altra angolazione; svelare la persona Armstrong e costringere il pubblico ad ascoltarlo per la prima volta.

    Per raccontare cosa accade “dentro la fucina del jazz” Luca Bragalini costruisce una storia che appassiona, muove e commuove: piccoli colpi di scena disseminati lungo il percorso sono scosse che accendono lampadine, pungoli che stimolano a guardare oltre, senza mai cadere (e scadere) in una facile aneddotica gossippara. E al di là di ogni sua parola esiste un mondo, che il musicologo non descrive (il tempo a disposizione non lo permette) ma  non dimentica mai di evocare. Il risultato di questa operazione si può leggere negli sguardi rapiti degli astanti, nello stupore di chi per la prima volta si trova di fronte ad una realtà diversa da quella che gli era sempre stata raccontata.

    Ecco quindi che il Louis Armstrong che tutti pensano di conoscere, il simpaticone che canta, ride e suona la tromba, diventa un altro Louis Armstrong, rivoluzionario, artista colto, raffinato e geniale che, grazie a questo incontro, anche noi inizieremo a conoscere.

     

     


     

    Il ciclo di conferenze continuerà con gli interventi di Maurizio Franco, Claudio Sessa, Stefano Zenni, Gianni Gualberto come da seguente programma:

    9 Febbraio 2012 – Ore 21
    Novate M.se
    Villa Venino (largo Padre Fumagalli 5) – tel. 02.35473272

    MAURIZIO FRANCO
    Duke Ellington: introduzione a un compositore di jazz.

     

    16 Febbraio 2012 – Ore 21
    Arese
    Biblioteca comunale (via dei Platani 6) – tel. 02.93527265

    CLAUDIO SESSA
    Keith Jarrett, L’ultimo divino.

     

    23 Febbraio 2012 – Ore 21
    Bollate
    Palazzo Seccoborella (piazza C.A.Dalla Chiesa 30) – tel. 02.35005575

    STEFANO ZENNI.
    The Black Saint. Biografia in musica di Charles Mingus tra composizione e improvvisazione.

     

    1 Marzo 2012 – Ore 21
    Bollate
    Palazzo Seccoborella (piazza C.A.Dalla Chiesa 30) – tel. 02.35005575

    GIANNI GUALBERTO
    Contaminazioni nella scena musicale e culturale americana.


    Per ulteriori informazioni consultare www.jazzmeeting.it

  • Tommaso Starace Quartet  // live @ Art Blakey jazz club

    Tommaso Starace Quartet // live @ Art Blakey jazz club

    TOMMASO STARACE QUARTET

     

    www.tommasostarace.com

    Luogo: Art Blakey Jazz Club, Busto Arszio (VA)
    Data: 12 dicembre 2011
    Voto: 8,5

    {gallery}concerti/tommaso-starace-quartet{/gallery}


    Tommaso Starace – sassofono | MIchele di Toro – pianoforte | Attilio Zanchi – contrabbasso | Tommasco Bradascio – batteria


    L’Art Blackey Jazz Club di Busto Arsizio affida l’ultimo saluto al 2011 alle mani sapienti di quattro formidabili musicisti riunitisi sotto la guida di Tommaso Starace per omaggiare uno dei più apprezzati pianisti jazz di tutti i tempi: Michel Petrucciani.

    Il sassofonista italo-australiano, introduce con eleganza e competenza i brani, il personaggio cui è dedicata la serata e i suoi compagni di palcoscenico: MIchele di Toro, Attilio Zanchi e Tommasco Bradascio.

    Nella gremita sala del jazz club, le note di She Did it Again si fanno largo tra fette di panettone e calici di spumante: la band ha già in pugno la platea. Even Mice Dance scalda il pubblico, subito dopo assorto, in religioso silenzio, nell’ascolto del Preludio n. 20 di Chopin: quando le dita di Michele Di Toro (formazione classica, mestiere e sensibilità) si posano sui tasti del pianoforte sembra che un incantesimo sia sceso sulla sala.
    Incantesimo che viene dissipato dalle variazioni latin su cui gioca il pianista nella seguente Looking Up, dimostrando una versatilità e un virtuosismo davvero invidiabili.

    Il percorso attraverso la storia musicale di Michel Petrucciani prosegue con una serie di brani celebri del pianista francese, tra cui spicca la stupenda Hidden Joy.

    Il risultato è una serata riuscita, di altissimo livello, come tante ce ne sono in questo piccolo e riservato tempio del jazz.

     

     

  • Tommaso Starace Quartet  // live @ Art Blakey jazz club

    Tommaso Starace Quartet // live @ Art Blakey jazz club

    TOMMASO STARACE QUARTET

     

    www.tommasostarace.com

    Luogo: Art Blakey Jazz Club, Busto Arszio (VA)
    Data: 12 dicembre 2011
    Voto: 8,5

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    Tommaso Starace – sassofono | MIchele di Toro – pianoforte | Attilio Zanchi – contrabbasso | Tommasco Bradascio – batteria


    L’Art Blackey Jazz Club di Busto Arsizio affida l’ultimo saluto al 2011 alle mani sapienti di quattro formidabili musicisti riunitisi sotto la guida di Tommaso Starace per omaggiare uno dei più apprezzati pianisti jazz di tutti i tempi: Michel Petrucciani.

    Il sassofonista italo-australiano, introduce con eleganza e competenza i brani, il personaggio cui è dedicata la serata e i suoi compagni di palcoscenico: MIchele di Toro, Attilio Zanchi e Tommasco Bradascio.

    Nella gremita sala del jazz club, le note di She Did it Again si fanno largo tra fette di panettone e calici di spumante: la band ha già in pugno la platea. Even Mice Dance scalda il pubblico, subito dopo assorto, in religioso silenzio, nell’ascolto del Preludio n. 20 di Chopin: quando le dita di Michele Di Toro (formazione classica, mestiere e sensibilità) si posano sui tasti del pianoforte sembra che un incantesimo sia sceso sulla sala.
    Incantesimo che viene dissipato dalle variazioni latin su cui gioca il pianista nella seguente Looking Up, dimostrando una versatilità e un virtuosismo davvero invidiabili.

    Il percorso attraverso la storia musicale di Michel Petrucciani prosegue con una serie di brani celebri del pianista francese, tra cui spicca la stupenda Hidden Joy.

    Il risultato è una serata riuscita, di altissimo livello, come tante ce ne sono in questo piccolo e riservato tempio del jazz.

     

     

  • Felice Clemente Quartet  // live @ Art Blakey jazz club

    Felice Clemente Quartet // live @ Art Blakey jazz club

    FELICE CLEMENTE QUARTET

     

    http://www.feliceclemente.com

    Luogo: Art Blakey Jazz Club, Busto Arszio (VA)
    Data: 24 Gennaio 2012
    Voto: 7

    {gallery}concerti/felice-clemente{/gallery}


    Felice Clemente – sassofono | Massimo Colombo – pianoforte | Giulio Gorini – contrabbasso | Massimo Manzi – batteria


     

    Il ritorno all’Art Blackey del Felice Clemente Jazz Quartet è l’occasione per portare  al cospetto del pubblico i brani tratti da Nuvole di carta, ultimo lavoro fresco di pubblicazione.

    Il quartetto inaugura la serata con The Second Time, il cinque quarti che apre anche l’album da cui è tratto, Blue Of Mine.

    Lenta e malinonica, Nuvole di carta è introdotta dal pianoforte di Massimo Colombo: il brano sembra non voler accettare la fine indugiando su una serie su false chiusure prima che il rientro corale lo conduca al termine definitivo.

    Segue Paradossi, tratta dallo stesso album ma in completa antitesi con la title track. A guidarla è una sorta di frenesia accompagnata ad una ricerca di suoni che vanno al di là della normale percezione: corde del pianoforte stoppate e pizzicate a mani nude, aste percosse dalle bacchette, ritmo singhiozzante e note di sax sporcate dal growl.

    Il sax soprano introduce il brillante tema della successiva The Courage to Try prima dell’incipiti classico, quanto incisivo, di Lost In Blues, traccia a firma Giulio Gorini: il sassofono prende il volo sulle scale di contrabbasso fino allo stop dei battenti di Massimo Manzi, quindi il quartetto riattacca (quasi) in contemporanea per il finale ricalcato sull’inizio.

    Aneddoti, brano di Massimo Colombo, sancisce la chiusura della prima parte della performance.

    Al rientro, sul palcoscenico ci sono solo Colombo e Clemente per due brani introspettivi, due notturni (n. 2 e n. 5)  tratti dal terzo ed ultimo album citato durante la serata: Doppia Traccia, che di notturni a firma Colombo ne contiene nove.

    Si ritorna a Nuvole di carta con The young prince and princess, tratto dalla suite di Rimskij Korsakov ispirata a Le Mille e una notte per poi passare a To Clifford, omaggio swingante e incalzante di Massimo Colombo a Clifford Brown.

    To Mjg ci accompagna con l’andamento spedito del terzinato verso la fine del concerto. A tracciare il passo del pezzo è Massimo Manzi, subito seguito da sax soprano, contrabbasso e pianoforte; un assolo di batteria e si riparte col tema iniziale che porta alla chiusura.

    Il bis in levare stacca dal resto del concerto e accompagna all’usicta il pubblico dell’Art Blackey Jazz Club, come sempre coccolato dalle scelte artistiche dell’organizzazione.

     

  • Felice Clemente Quartet  // live @ Art Blakey jazz club

    Felice Clemente Quartet // live @ Art Blakey jazz club

    FELICE CLEMENTE QUARTET

     

    http://www.feliceclemente.com

    Luogo: Art Blakey Jazz Club, Busto Arszio (VA)
    Data: 24 Gennaio 2012
    Voto: 7

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    Felice Clemente – sassofono | Massimo Colombo – pianoforte | Giulio Gorini – contrabbasso | Massimo Manzi – batteria


     

    Il ritorno all’Art Blackey del Felice Clemente Jazz Quartet è l’occasione per portare  al cospetto del pubblico i brani tratti da Nuvole di carta, ultimo lavoro fresco di pubblicazione.

    Il quartetto inaugura la serata con The Second Time, il cinque quarti che apre anche l’album da cui è tratto, Blue Of Mine.

    Lenta e malinonica, Nuvole di carta è introdotta dal pianoforte di Massimo Colombo: il brano sembra non voler accettare la fine indugiando su una serie su false chiusure prima che il rientro corale lo conduca al termine definitivo.

    Segue Paradossi, tratta dallo stesso album ma in completa antitesi con la title track. A guidarla è una sorta di frenesia accompagnata ad una ricerca di suoni che vanno al di là della normale percezione: corde del pianoforte stoppate e pizzicate a mani nude, aste percosse dalle bacchette, ritmo singhiozzante e note di sax sporcate dal growl.

    Il sax soprano introduce il brillante tema della successiva The Courage to Try prima dell’incipiti classico, quanto incisivo, di Lost In Blues, traccia a firma Giulio Gorini: il sassofono prende il volo sulle scale di contrabbasso fino allo stop dei battenti di Massimo Manzi, quindi il quartetto riattacca (quasi) in contemporanea per il finale ricalcato sull’inizio.

    Aneddoti, brano di Massimo Colombo, sancisce la chiusura della prima parte della performance.

    Al rientro, sul palcoscenico ci sono solo Colombo e Clemente per due brani introspettivi, due notturni (n. 2 e n. 5)  tratti dal terzo ed ultimo album citato durante la serata: Doppia Traccia, che di notturni a firma Colombo ne contiene nove.

    Si ritorna a Nuvole di carta con The young prince and princess, tratto dalla suite di Rimskij Korsakov ispirata a Le Mille e una notte per poi passare a To Clifford, omaggio swingante e incalzante di Massimo Colombo a Clifford Brown.

    To Mjg ci accompagna con l’andamento spedito del terzinato verso la fine del concerto. A tracciare il passo del pezzo è Massimo Manzi, subito seguito da sax soprano, contrabbasso e pianoforte; un assolo di batteria e si riparte col tema iniziale che porta alla chiusura.

    Il bis in levare stacca dal resto del concerto e accompagna all’usicta il pubblico dell’Art Blackey Jazz Club, come sempre coccolato dalle scelte artistiche dell’organizzazione.

     

  • Jazz’Appeal 2012 – Università del Melo, Gallarate

    Jazz’Appeal 2012 – Università del Melo, Gallarate

    La rassegna musicale Jazz’Appeal ha portato sul palco del Melo di Gallarate grandi nomi e importanti personaggi della scena jazz internazionale. La prima trance di concerti, datati 2011, ha visto protagonisti artisti del calibro di PAOLO TOMELLERI, GIORGIA BAROSSO, MAXX FURLAN, STEFANO BAGNOLI, CHRISTIAN MEYER, PAOLO ALDERIGHI, ANNE DUCROS e molti altri.

    Nel 2012 stagione jazzistica al Melo continua con tre importanti appuntamenti:

    Martedì 24 Gennaio, ore 21,30
    ELISA MARANGON Quartet
    Elisa Marangon, voce
    Walter Calafiore, sax
    Roberto Olzer, piano
    Yuri Goloubev, contrabbasso
    * * *

    Martedì 7 Febbraio, ore 21,30
    CLAUDIO SALINA Quartet
    Claudio Salina, piano
    Claudio “Wally” Allifranchini, sax
    Fabio De March, contrabbasso
    Massimiliano Salina, batteria
    * * *

    Martedì 21 Febbraio, ore 21,30
    MANOMANOUCHE Quartet
    Nunzio Barbieri, chitarra
    Luca Enipeo, chitarra
    Massimo Pitzianti, accordion
    Pierre Steve Jino Touche, contrabbasso

     

    Per informazioni è possibile chiamare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 17.30, allo 0331-708224.

    Contatto e-mail: udm@melo.it Informazioni sul sito: www.melo.it

    Università del Melo
    via Magenta 3
    21013 GALLARATE

  • Jazz’Appeal 2012 – Università del Melo, Gallarate

    Jazz’Appeal 2012 – Università del Melo, Gallarate

    La rassegna musicale Jazz’Appeal ha portato sul palco del Melo di Gallarate grandi nomi e importanti personaggi della scena jazz internazionale. La prima trance di concerti, datati 2011, ha visto protagonisti artisti del calibro di PAOLO TOMELLERI, GIORGIA BAROSSO, MAXX FURLAN, STEFANO BAGNOLI, CHRISTIAN MEYER, PAOLO ALDERIGHI, ANNE DUCROS e molti altri.

    Nel 2012 stagione jazzistica al Melo continua con tre importanti appuntamenti:

    Martedì 24 Gennaio, ore 21,30
    ELISA MARANGON Quartet
    Elisa Marangon, voce
    Walter Calafiore, sax
    Roberto Olzer, piano
    Yuri Goloubev, contrabbasso
    * * *

    Martedì 7 Febbraio, ore 21,30
    CLAUDIO SALINA Quartet
    Claudio Salina, piano
    Claudio “Wally” Allifranchini, sax
    Fabio De March, contrabbasso
    Massimiliano Salina, batteria
    * * *

    Martedì 21 Febbraio, ore 21,30
    MANOMANOUCHE Quartet
    Nunzio Barbieri, chitarra
    Luca Enipeo, chitarra
    Massimo Pitzianti, accordion
    Pierre Steve Jino Touche, contrabbasso

     

    Per informazioni è possibile chiamare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 14.30 alle 17.30, allo 0331-708224.

    Contatto e-mail: udm@melo.it Informazioni sul sito: www.melo.it

    Università del Melo
    via Magenta 3
    21013 GALLARATE

  • …A Toys Orchestra // Concerto al Circolone di Legnano

    …A Toys Orchestra // Concerto al Circolone di Legnano

    …A TOYS ORCHESTRA

     

    www.atoysorchestra.it

    Luogo: Circolone di Legnano (MI)
    Data: 13 gennaio 2012
    Evento: friday on my mind
    Voto: 6,5

    {gallery}concerti/atoysorchestra{/gallery}

    In occasione del penultimo appuntamento di Fridays On My Mind il Circolone di Legnano offre il palcoscenico alla musica indipendente italiana ospitando gli …A Toys Orchestra, band rock-pop campana salita agli onori delle cronache nel 2007 per aver vinto con Technicolor Dreams il Premio Miglior disco dell’anno assegnato dal P.I.M.I.

    La serata prende il volo dopo le undici, quando la scena si libera dei vocalizzi ammorbanti di un pesonaggio fluorescente alle prese con tastiera, basi e vocoder, per accogliere la indie-band che si avvale nell’esibizione live del polistrumenstista Paolo Iocca in agiunta alla formazione regolare.

    I suoni della band, come l’assetto dei musicisti sul palcoscenioco, sono ricercati ed originali, motivo per cui la forte personalità degli …A Toys Orchestra emerge e si impone sull’ascoltatore già dopo l’esecuzione di una manciata di brani. Con effetto coreografico i musicisti si scambiano strumenti musicali e postazioni, balzellando tra voce, synth, piano, chitarra, basso e, addirittura, melodica; dai coi emerge di tento in tanto la voce di Ilaria D’Angelis, infantile e allo stesso tempo intrigante, perfetta per evocare il suono, appunto, di un’orchestra di giocatoli (peccato per l’intonazione quasi sempre incerta, ma forse anche quella fa parte del gioco).

    Qundo Enzo Moretto siede al pianoforte è il momento di Invisible, ballatona struggente dalla dinamica e dalla struttura armonica trite e ritrite, e probabilmente per questo molto orecchiabile. Cambio di rotta per la successiva Cornice Dance, marcetta propulviva di “cabaret punk” con inserti brit, sprigiona un’energia isterica e turbata che sembra essere la componente più originale e affascinante degli …A Toys Orchestra.

    Dall’ultimo album è tratta l’attesissima Midnight (R)evolution che costringe anche i più reticenti a muovere il capo o battere il piede a tempo. Ma i generi e gli stili messi in gioco dagli …A Toys Orchestra non si fermano qui e continuano a divertire e trascinare il pubblico con intrusioni ska, chitarre mariachi e sintetizzatori prima che il dj set di Madsoundsystem porti a chiusura la serata.

  • …A Toys Orchestra // Concerto al Circolone di Legnano

    …A Toys Orchestra // Concerto al Circolone di Legnano

    …A TOYS ORCHESTRA

     

    www.atoysorchestra.it

    Luogo: Circolone di Legnano (MI)
    Data: 13 gennaio 2012
    Evento: friday on my mind
    Voto: 6,5

    {gallery}concerti/atoysorchestra{/gallery}

    In occasione del penultimo appuntamento di Fridays On My Mind il Circolone di Legnano offre il palcoscenico alla musica indipendente italiana ospitando gli …A Toys Orchestra, band rock-pop campana salita agli onori delle cronache nel 2007 per aver vinto con Technicolor Dreams il Premio Miglior disco dell’anno assegnato dal P.I.M.I.

    La serata prende il volo dopo le undici, quando la scena si libera dei vocalizzi ammorbanti di un pesonaggio fluorescente alle prese con tastiera, basi e vocoder, per accogliere la indie-band che si avvale nell’esibizione live del polistrumenstista Paolo Iocca in agiunta alla formazione regolare.

    I suoni della band, come l’assetto dei musicisti sul palcoscenioco, sono ricercati ed originali, motivo per cui la forte personalità degli …A Toys Orchestra emerge e si impone sull’ascoltatore già dopo l’esecuzione di una manciata di brani. Con effetto coreografico i musicisti si scambiano strumenti musicali e postazioni, balzellando tra voce, synth, piano, chitarra, basso e, addirittura, melodica; dai coi emerge di tento in tanto la voce di Ilaria D’Angelis, infantile e allo stesso tempo intrigante, perfetta per evocare il suono, appunto, di un’orchestra di giocatoli (peccato per l’intonazione quasi sempre incerta, ma forse anche quella fa parte del gioco).

    Qundo Enzo Moretto siede al pianoforte è il momento di Invisible, ballatona struggente dalla dinamica e dalla struttura armonica trite e ritrite, e probabilmente per questo molto orecchiabile. Cambio di rotta per la successiva Cornice Dance, marcetta propulviva di “cabaret punk” con inserti brit, sprigiona un’energia isterica e turbata che sembra essere la componente più originale e affascinante degli …A Toys Orchestra.

    Dall’ultimo album è tratta l’attesissima Midnight (R)evolution che costringe anche i più reticenti a muovere il capo o battere il piede a tempo. Ma i generi e gli stili messi in gioco dagli …A Toys Orchestra non si fermano qui e continuano a divertire e trascinare il pubblico con intrusioni ska, chitarre mariachi e sintetizzatori prima che il dj set di Madsoundsystem porti a chiusura la serata.