Autore: Martina Bernareggi

  • Francesco De Gregori // Clubs and Pubs tour 2011 @ Live Music Club di Trezzo d’Adda

    Francesco De Gregori // Clubs and Pubs tour 2011 @ Live Music Club di Trezzo d’Adda

    FRANCESCO DE GREGORI

    www.francescodegregori.net

    Luogo: Live Club Trezzo d’Adda
    Data: 21 ottobre 2011
    Evento: Pubs and Clubs Tour 2011
    Voto: 10

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    Qualunque cantautore farebbe carte false per avere nel proprio repertorio un brano come Generale, chiusura perfetta di un concerto, finale d’effetto con pubblico in tripudio. Invece, chi ha effettivamente firmato quel pezzo può permettersi di utilizzarlo, con ritmo più agile e scanzonato, per rompere il ghiaccio: una cordiale stretta di mano ad una nuova platea.

    A creare un’atmosfera confidenziale e raffinata al contempo, sul palco assieme a Francesco De Gregori i musicisti che lo affiancano da diversi anni: Stefano Parenti sceglie per l’apertura la risposta calda dei battenti sulle pelli della sua batteria, cui fa eco il suono pastoso del contrabbasso elettrico di Guido Guglielminetti, storico capobanda. Completano il sound la pedal steel guitar di Alessandro Valle, il violino di Elena Cirillo, il pianoforte di Alessandro Arianti e le sei corde di Lucio Bardi e Paolo Giovenchi oltre, ovviamente, a quella imbracciata dal principe.
    La successiva Caldo e scuro serve a scaldare le lamelle dell’armonica prima del ritmo travolgente di Pezzi, accentuato dai colpi dell’archetto di Elena Cirillo, e di una versione country molto cadenzata di Non c‘è niente da capire, in cui il cantautore romano sfodera tutta la sua arte canora.

    Gambadilegno a Parigi precede Non dirle che non è così, versione italiana If You See Her, Say Hello di Bob Dylan, un omaggio al maestro d’oltreoceano che non resterà un caso isolato nel corso della serata. Ecco quindi fragorosa L’agnello di Dio per attizzare un pubblico subito dopo costretto alla riflessione dai versi toccanti di La storia siamo noi: De Gregori resta al pianoforte su cui ha appena accompagnato Sempre e per sempre, mentre Arianti si dedica alla fisarmonica.

    Una blueseggiante Tempo Reale, La casa e Titanic precedono l’ingresso in scena di Cristina Donà, «Una delle migliori voci che abbia mai ascoltato» nella presentazione di De Gregori. Visibilmente (e comprensibilmente) emozionata, la rinomata vocalist di Rho riesce con qualche esitazione ad intonare la seconda strofa di Alice tra gli applausi scoscianti di un pubblico travolto della stessa emozione. Il secondo duetto si articola sul testo di Buonanotte Fiorellino: ispirato nella versione originale dalla musica di Dylan, il brano è ora rimaneggiato e stravolto per un ulteriore omaggio al menestrello di Duluth: impossibile evitare il rimando all’esuberante fanfara di Rainy Day Women # 12 & 35, attacco folgorante di Blonde on Blonde. La Donà, scatenata, brandisce il tamburello, quasi volesse sciogliere la tensione a colpi di cimbali, e il pubblico divertito si lascia trascinare dal ritmo della versione inedita del celeberrimo pezzo.

    Cristina Donà resta sul palco per un ultimo duetto raccolto attorno alle sole note di pianoforte de La donna cannone. Ma le sorprese non sono ancora finite: Rimmel è servita su una base raeggae hawayana sostenuta, per la prima strofa, dal solo ukulele di Paolo Giovenchi.

    La serie di bis inizia col rientro in scena di Cristina Donà per Bellamore, seguita a ruota da altri successi come Battere e levare e Sotto Le Stelle Del Messico A Trapanàr!, in un crescendo di euforia che sembrerebbe destinata a protrarsi ancora a lungo se non dovesse scontrarsi con le leggi che regolano gli orari dei pubblici esercizi.

    Nell’uscire dal club la soddisfazione per lo spettacolo appena visto non annulla un desiderio piuttosto inusuale dopo due ore di concerto: che quella musica ricominci il prima possibile.

     


     

    Le altre date del Clubs and Pubs Tour

    26/10/2011 – Torino – Hiroshima Mon Amour
    28/10/2011 – Firenze – Viper
    29/10/2011 – Bologna – Estragon
    02–03/11/2011 – Quartu Sant’Elena (CA) – FBI Club
    18/11/2011 – Pordenone – Deposito Giordani
    20/11/2011 – Rubigen (Svizzera) – Muhle Hunziken
    21/11/2011 – Lucerna (Svizzera) – Stadtkeller

  • Francesco De Gregori // Clubs and Pubs tour 2011 @ Live Music Club di Trezzo d’Adda

    Francesco De Gregori // Clubs and Pubs tour 2011 @ Live Music Club di Trezzo d’Adda

    Sergione Infuso

    Qualunque cantautore farebbe carte false per avere nel proprio repertorio un brano come Generale, chiusura perfetta di un concerto, finale d’effetto con pubblico in tripudio. Invece, chi ha effettivamente firmato quel pezzo può permettersi di utilizzarlo, con ritmo più agile e scanzonato, per rompere il ghiaccio: una cordiale stretta di mano ad una nuova platea.

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  • Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band a Eventi in jazz di Busto Arsizio

    Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band a Eventi in jazz di Busto Arsizio

    Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band


    Luogo: Teatro Sociale, Busto Arsizio (VA)
    Data: 20 ottobre 2010
    Evento: Eventi in Jazz 2011
    Voto: 5

    {youtube}UO2VKJIlJ9k{/youtube}

     

  • Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band a Eventi in jazz di Busto Arsizio

    Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band a Eventi in jazz di Busto Arsizio

    Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band


    Luogo: Teatro Sociale, Busto Arsizio (VA)
    Data: 20 ottobre 2010
    Evento: Eventi in Jazz 2011
    Voto: 5

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  • Speciale Eventi in jazz

    Segui giorno per giorno l’ottava edizione del festival jazz di Busto arsizio: recensioni, foto e spezzoni video dei concerti sono a tua disposizione.

    GIORNO EVENTO RECENSIONE FOTO VIDEO
    17 ottobre 2011

    Steppin’ On Stars
    Joe Locke, Dado Moroni e Rosario Giuliani

    Leggi l’articolo

    {youtube}b8ziKW9ck98{/youtube}

    {youtube}bNjEHKqeGtc{/youtube}

    18 ottobre 2011

    Lydian Sound Orchestra
    Arrangiatore e Direttore Riccardo Brazzale

     

     

    20 ottobre 2011

    Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band

  • Speciale Eventi in jazz

    Segui giorno per giorno l’ottava edizione del festival jazz di Busto arsizio: recensioni, foto e spezzoni video dei concerti sono a tua disposizione.

    GIORNO EVENTO RECENSIONE FOTO VIDEO
    17 ottobre 2011

    Steppin’ On Stars
    Joe Locke, Dado Moroni e Rosario Giuliani

    Leggi l’articolo

    {youtube}b8ziKW9ck98{/youtube}

    {youtube}bNjEHKqeGtc{/youtube}

    18 ottobre 2011

    Lydian Sound Orchestra
    Arrangiatore e Direttore Riccardo Brazzale

     

     

    20 ottobre 2011

    Louis Hayes & The Cannonball Legacy Band

  • Dado Moroni, Joe Locke e Rosario Giuliani a Eventi In Jazz di Busto Arsizio

    Dado Moroni, Joe Locke e Rosario Giuliani a Eventi In Jazz di Busto Arsizio

    Steppin’ On Stars

    DADO MORONI, JOE LOCKE, ROSARIO GIULIANI

    STEPPIN’ ON STARS

    Luogo: Teatro Sociale, Busto Arsizio (VA)
    Data: 17 ottobre 2010
    Evento: Eventi in Jazz 2011
    Voto: 8

    {youtube}b8ziKW9ck98{/youtube}

    Apertura atipica per un festival jazz: il trio vibrafono-pianoforte-saxofono potrebbe incuriosire e un po’ spaventare chi non fosse avvezzo alle prodezze di Dado Moroni, Joe Locke e Rosario Giuliani. Ma dal palco, durante la cerimoniosa presentazione, arriva subito un segnale rassicurante: nel mezzo di una sbrodolata di retorica non priva di strafalcioni le poche, lucide parole di Achille Castelli, patron del festival, sono una garanzia e l’unico vero omaggio alla musica: la passione per il jazz, continua ricerca coltivata con discrezione, è ciò che ha reso possibile lo svolgersi di Eventi in Jazz e che tutt’oggi ne decreta il successo.

    Calano le luci e la parola è lasciata alla musica. Il vibrafono è protagonista del primo brano in cui il sound del trio viene sviscerato cautamente: Swords Of Whisper è un blando e sognante omaggio di Joe Locke a Little Jimmy Scott, vocalist americano. Il pianoforte sostiene la struttura del brano mentre il vibrafonista si lascia trasportare dai quattro battenti in sapienti improvvisazioni che svelano a tratti reminescenze beatlesiane. Nel corso della serata capiterà ancora che il quartetto di Liverpool ispiri i musicisti sul palco: la composizione Quiet Yesterday di Dado Moroni nasce da un un gioco del pianista sul finale del quasi omonimo pezzo di McCartney.

    La serata continua con un altro brano a firma Locke (video) estrapolato dalla sua suite in sei movimenti: è la volta del sax contralto di Rosario Giuliani che irrompe nel brano con una scarica di note sfuggenti. Subito dopo ecco che il sassofonista mette in mostra l’altro lato della personalità del trio (come lo definisce lo steso Locke) con una ballata che sfiora il melenso dal titolo My Angel.

    Decisamente più scanzonato e divertente il successivo omaggio a Lennie Tristano, Lennie’s Pennies in cui i tre musicisti si cimentano in altrettanti assoli che stuzzicano la platea fino allo scrosciare finale di applausi (video). Alla già citata Quiet Yesterday segue la title track dell’album, Steppin’ on Stars: è il vibrafonista di origini californiane a catturare l’attenzione del pubblico, grazie al suo sorprendente vistuosismo associato ad una particolare atleticità, che gli permette di ingaggiare una sorta di danza con le note che dalle lamelle si librano nell’aria.

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    In chiusura il trio sfodera prima Brother Alfred, legata ad un divertente aneddoto sul padre di Dado Moroni, e poi The Peacock, brano dall’incedere cadenzato che ricorda il passo dello sgargiante pennuto.

    Il fluire copioso degli applausi a fine concerto, oltre che decretare il successo della prima serata di Eventi in jazz, è sicuramente un segnale di buon auspicio per la continuazione della manifestazione bustocca.

     


     

    Leggi la recensione di DADO MORONI, JOE LOCKE e ROSARIO GIULIANI live @ Art Blakey Jazz Club

  • Dado Moroni, Joe Locke e Rosario Giuliani a Eventi In Jazz di Busto Arsizio

    Dado Moroni, Joe Locke e Rosario Giuliani a Eventi In Jazz di Busto Arsizio

    Steppin’ On Stars

    DADO MORONI, JOE LOCKE, ROSARIO GIULIANI

    STEPPIN’ ON STARS

    Luogo: Teatro Sociale, Busto Arsizio (VA)
    Data: 17 ottobre 2010
    Evento: Eventi in Jazz 2011
    Voto: 8

    {youtube}b8ziKW9ck98{/youtube}

    Apertura atipica per un festival jazz: il trio vibrafono-pianoforte-saxofono potrebbe incuriosire e un po’ spaventare chi non fosse avvezzo alle prodezze di Dado Moroni, Joe Locke e Rosario Giuliani. Ma dal palco, durante la cerimoniosa presentazione, arriva subito un segnale rassicurante: nel mezzo di una sbrodolata di retorica non priva di strafalcioni le poche, lucide parole di Achille Castelli, patron del festival, sono una garanzia e l’unico vero omaggio alla musica: la passione per il jazz, continua ricerca coltivata con discrezione, è ciò che ha reso possibile lo svolgersi di Eventi in Jazz e che tutt’oggi ne decreta il successo.

    Calano le luci e la parola è lasciata alla musica. Il vibrafono è protagonista del primo brano in cui il sound del trio viene sviscerato cautamente: Swords Of Whisper è un blando e sognante omaggio di Joe Locke a Little Jimmy Scott, vocalist americano. Il pianoforte sostiene la struttura del brano mentre il vibrafonista si lascia trasportare dai quattro battenti in sapienti improvvisazioni che svelano a tratti reminescenze beatlesiane. Nel corso della serata capiterà ancora che il quartetto di Liverpool ispiri i musicisti sul palco: la composizione Quiet Yesterday di Dado Moroni nasce da un un gioco del pianista sul finale del quasi omonimo pezzo di McCartney.

    La serata continua con un altro brano a firma Locke (video) estrapolato dalla sua suite in sei movimenti: è la volta del sax contralto di Rosario Giuliani che irrompe nel brano con una scarica di note sfuggenti. Subito dopo ecco che il sassofonista mette in mostra l’altro lato della personalità del trio (come lo definisce lo steso Locke) con una ballata che sfiora il melenso dal titolo My Angel.

    Decisamente più scanzonato e divertente il successivo omaggio a Lennie Tristano, Lennie’s Pennies in cui i tre musicisti si cimentano in altrettanti assoli che stuzzicano la platea fino allo scrosciare finale di applausi (video). Alla già citata Quiet Yesterday segue la title track dell’album, Steppin’ on Stars: è il vibrafonista di origini californiane a catturare l’attenzione del pubblico, grazie al suo sorprendente vistuosismo associato ad una particolare atleticità, che gli permette di ingaggiare una sorta di danza con le note che dalle lamelle si librano nell’aria.

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    In chiusura il trio sfodera prima Brother Alfred, legata ad un divertente aneddoto sul padre di Dado Moroni, e poi The Peacock, brano dall’incedere cadenzato che ricorda il passo dello sgargiante pennuto.

    Il fluire copioso degli applausi a fine concerto, oltre che decretare il successo della prima serata di Eventi in jazz, è sicuramente un segnale di buon auspicio per la continuazione della manifestazione bustocca.

     


     

    Leggi la recensione di DADO MORONI, JOE LOCKE e ROSARIO GIULIANI live @ Art Blakey Jazz Club

  • Chieti in jazz festival 2011

    Chieti in jazz festival 2011

    Tra spirito da bottega e professionalità, un seminario che germoglia

    di Lorenzo Manfredini

    E’ in una delle prime “serate da cappotto” che Chieti respira l’aria calda del Jazz. Nei palchetti dello splendido teatro “Marrucino”, mezzo pieno (e non mezzo vuoto), si fa strada la voce di Stefano Zenni, presidente della Sidma e organizzatore del progetto Chieti in Jazz. Dalle sue parole si evince una forte soddisfazione quando, presentando i musicisti della Sidma Jazz Orchestra, fa leva sul fatto che la maggior parte di questi siano giovani abruzzesi; testimoni ultimi di un fermento che sotto sotto scuote l’ignoranza e il disinteresse da cui spesso siamo circondati.

    A luci spente, è Roberto Spadoni che spiega la particolarità del progetto, di come sul palco saranno due distinte formazioni (Combo e Big Band) a suonare gli arrangiamenti dei ragazzi partecipanti al seminario. Ed è subito musica.

    Il piccolo gruppo comincia a far sentire ciò che ha da dire, forse per l’emozione, solo dopo il primo impatto. Ma il tono è pacato, non spento. Non c’è bisogno di scintille per far suonare come si deve l’evanescente There Is No Greater Love, e in Au Private già si cominciano a schioccare le dita. Ma è con la Big Band che le orecchie vengono soddisfatte. L’impatto sonoro con la sezione di fiati accende l’aria in uno spassoso arrangiamento di To Totò. Le percussioni entrano in scena e ritmano i lavori degli “allievi” che con una bella miscela di brani fanno cenni ammiccanti alle loro influenze. In I Mean You fa eco il Jungle Style. L’arpa in September Song si fa spazio dal piccolo centro del palco e rende per un attimo intima l’atmosfera.

    Il maestro Spadoni dirige nel clima disteso che ha contribuito a creare e fa gli onori di casa presentando i vari musicisti che si alternano sul palco. E’ magnetico il trio di voci femminili nel quale “le belle” della serata cantano So in Love, ed è a dir poco azzeccato il finale, un trionfante arrangiamento della colonna sonora di Ritorno al Futuro. E’ dunque tra i sinceri e calorosi applausi del pubblico che si conclude quest’edizione del Chieti in Jazz Festival, una realtà vera, di quelle che mancano da noi. La scioltezza con cui sono trascorsi gli otto giorni di programma (nei quali oltre al concerto finale e alle lezioni del seminario si è svolta la Masterclass con Javier Girotto e il suo relativo concerto) è una chiara testimonianza di quanta cura sia stata messa nell’organizzazione.

    Ciò che forse è mancato e andrebbe rivisto nelle prossime edizioni, è il dare l’opportunità ai compositori dei pezzi per Combo di dirigere i loro stessi arrangiamenti. “Di lui è stato detto…” che forse era pomposo chiamarlo festival; ma lo spirito della parola stessa e quello dello svolgimento del progetto, lo rendono tale molto più di tante altre realtà ben più blasonate.

    Alla fine non è solo la grandezza che rende “grande” qualcosa.

  • Chieti in jazz festival 2011

    Chieti in jazz festival 2011

    Tra spirito da bottega e professionalità, un seminario che germoglia

    di Lorenzo Manfredini

    E’ in una delle prime “serate da cappotto” che Chieti respira l’aria calda del Jazz. Nei palchetti dello splendido teatro “Marrucino”, mezzo pieno (e non mezzo vuoto), si fa strada la voce di Stefano Zenni, presidente della Sidma e organizzatore del progetto Chieti in Jazz. Dalle sue parole si evince una forte soddisfazione quando, presentando i musicisti della Sidma Jazz Orchestra, fa leva sul fatto che la maggior parte di questi siano giovani abruzzesi; testimoni ultimi di un fermento che sotto sotto scuote l’ignoranza e il disinteresse da cui spesso siamo circondati.

    A luci spente, è Roberto Spadoni che spiega la particolarità del progetto, di come sul palco saranno due distinte formazioni (Combo e Big Band) a suonare gli arrangiamenti dei ragazzi partecipanti al seminario. Ed è subito musica.

    Il piccolo gruppo comincia a far sentire ciò che ha da dire, forse per l’emozione, solo dopo il primo impatto. Ma il tono è pacato, non spento. Non c’è bisogno di scintille per far suonare come si deve l’evanescente There Is No Greater Love, e in Au Private già si cominciano a schioccare le dita. Ma è con la Big Band che le orecchie vengono soddisfatte. L’impatto sonoro con la sezione di fiati accende l’aria in uno spassoso arrangiamento di To Totò. Le percussioni entrano in scena e ritmano i lavori degli “allievi” che con una bella miscela di brani fanno cenni ammiccanti alle loro influenze. In I Mean You fa eco il Jungle Style. L’arpa in September Song si fa spazio dal piccolo centro del palco e rende per un attimo intima l’atmosfera.

    Il maestro Spadoni dirige nel clima disteso che ha contribuito a creare e fa gli onori di casa presentando i vari musicisti che si alternano sul palco. E’ magnetico il trio di voci femminili nel quale “le belle” della serata cantano So in Love, ed è a dir poco azzeccato il finale, un trionfante arrangiamento della colonna sonora di Ritorno al Futuro. E’ dunque tra i sinceri e calorosi applausi del pubblico che si conclude quest’edizione del Chieti in Jazz Festival, una realtà vera, di quelle che mancano da noi. La scioltezza con cui sono trascorsi gli otto giorni di programma (nei quali oltre al concerto finale e alle lezioni del seminario si è svolta la Masterclass con Javier Girotto e il suo relativo concerto) è una chiara testimonianza di quanta cura sia stata messa nell’organizzazione.

    Ciò che forse è mancato e andrebbe rivisto nelle prossime edizioni, è il dare l’opportunità ai compositori dei pezzi per Combo di dirigere i loro stessi arrangiamenti. “Di lui è stato detto…” che forse era pomposo chiamarlo festival; ma lo spirito della parola stessa e quello dello svolgimento del progetto, lo rendono tale molto più di tante altre realtà ben più blasonate.

    Alla fine non è solo la grandezza che rende “grande” qualcosa.