Categoria: Uncategorised

  • Il reflusso degli Eighties

    Alfonso Gariboldi

    E’ notizia di pochi giorni fa che gli Abba ritornano insieme. Per voce della cantante Agneta Faltskog, il gruppo si ritroverà a breve per discutere tempi e modi, e soprattutto scopi, della reunion. “Qualcosa faremo sicuramente, l’idea per il momento è di legare il nostro ritorno a pochi eventi con scopi benefici”. Gli Abba si erano sciolti nel 1982, all’indomani della pubblicazione di “The visitors”, e in un trentennio non avevano mai paventato una riunione.

    Nel 2009 si erano riuniti gli Spandau Ballet, che avevano inciso tra il 1980 e il 1989. Nel corso di questi vent’anni di pausa, una lunga azione legale ha visto protagonisti tre quinti del gruppo per loyalties legate al songwriting contro Gary Kemp, chitarrista e autore pressoché unico del materiale, che vincerà la causa. Malgrado questo, la band s’è ricostituita e ha intrapreso una tourneè di successo, basata su un nuovo album, “Once more”, davvero pregevole, che contiene due inediti (di cui uno, primizia assoluta, composto da Tony Hadley) e una ventina di successi riarrangiati per l’occasione. Oserei dire “deottantizzati” per l’occasione. LEGGI TUTTO

     

  • Via al Festival di Sanremo. E la musica?

    di Alfonso Gariboldi

    Come ogni anno: discussioni a non finire circa l’edizione numero 61 del Festival di Sanremo, che si terrà dal 15 al 19 febbraio prossimi. Faccio una premessa indispensabile: non sono mai stato a priori contro il Festival. Penso che la musica in tivù sia comunque un fatto positivo, anche se ad esempio ritengo eccessivo, quasi invadente, lo spazio dedicato ai sempre più agguerriti ragazzini cantori d’Italia nelle prime serate delle reti principali (alla faccia della privacy dei minori). Ma il Festival da troppi anni ormai mi dà l’idea di una struttura graziata dalle leggi della fisica: sopravvive procedendo per un’inerzia che non ha mai fine, che non riceve mai colpi di grazia. Ogni anno si cerca il balsamo rigeneratore, la cura miracolosa che lo riporti ai fasti del passato e, cosa ancora più importante, ne riporti i protagonisti in cima alle classifiche possibilmente oltre il limite dell’inverno. Perché, diciamoci la verità: chi a giugno d’ogni anno ricorda almeno cinque canzoni del Festival di novanta giorni prima? In realtà, il momento d’oro di Sanremo va da settembre in poi, quando iniziano a montare le polemiche prima sul conduttore, poi sulle vallette, poi sul numero delle serate e i contenuti “extra” delle stesse, poi sulle modalità con cui si sono stabiliti gli inclusi e gli esclusi…

    E la musica? Che dovrebbe esserne il veicolo fondamentale?
    Perché in questi ultimi anni, ma potrei dire quasi decenni, le canzoni che escono da Sanremo non occupano più l’immaginario collettivo così a lungo come in passato?
    Nomi che sono sempre gli stessi? Formule contorte, big che non avrebbero le credenziali per esser definiti tali e altri che non le hanno più? Perché nella stessa giornata in cui scrivo (23 dicembre), su un frequentato forum musicale sul web ci sono messaggi di persone che scrivono che non lo guarderanno a priori?

    Negli anni ottanta, faccio un esempio, da Sanremo sono usciti artisti che poi un accenno di carriera l’hanno anche fatta. Butto lì: Zucchero, Vasco Rossi, Ramazzotti. Questa funzione di lancio mi pare si sia persa un po’, nelle edizioni più recenti. I tempi che verranno potranno anche smentirmi clamorosamente, ma è innegabile che, lo scrivo con dispiacere, il Festival di Sanremo rappresenta ormai un fenomeno più mediatico che musicale, che brucia veloce le proprie tossine di polemiche e interessi e al fischio finale tutto si rimette in moto per una nuova edizione, senza una vera, indispensabile, ricerca stilistica, di rinnovamento “tecnico”.

  • Via al Festival di Sanremo. E la musica?

    di Alfonso Gariboldi

    Come ogni anno: discussioni a non finire circa l’edizione numero 61 del Festival di Sanremo, che si terrà dal 15 al 19 febbraio prossimi. Faccio una premessa indispensabile: non sono mai stato a priori contro il Festival. Penso che la musica in tivù sia comunque un fatto positivo, anche se ad esempio ritengo eccessivo, quasi invadente, lo spazio dedicato ai sempre più agguerriti ragazzini cantori d’Italia nelle prime serate delle reti principali (alla faccia della privacy dei minori). Ma il Festival da troppi anni ormai mi dà l’idea di una struttura graziata dalle leggi della fisica: sopravvive procedendo per un’inerzia che non ha mai fine, che non riceve mai colpi di grazia. Ogni anno si cerca il balsamo rigeneratore, la cura miracolosa che lo riporti ai fasti del passato e, cosa ancora più importante, ne riporti i protagonisti in cima alle classifiche possibilmente oltre il limite dell’inverno. Perché, diciamoci la verità: chi a giugno d’ogni anno ricorda almeno cinque canzoni del Festival di novanta giorni prima? In realtà, il momento d’oro di Sanremo va da settembre in poi, quando iniziano a montare le polemiche prima sul conduttore, poi sulle vallette, poi sul numero delle serate e i contenuti “extra” delle stesse, poi sulle modalità con cui si sono stabiliti gli inclusi e gli esclusi…

    E la musica? Che dovrebbe esserne il veicolo fondamentale?
    Perché in questi ultimi anni, ma potrei dire quasi decenni, le canzoni che escono da Sanremo non occupano più l’immaginario collettivo così a lungo come in passato?
    Nomi che sono sempre gli stessi? Formule contorte, big che non avrebbero le credenziali per esser definiti tali e altri che non le hanno più? Perché nella stessa giornata in cui scrivo (23 dicembre), su un frequentato forum musicale sul web ci sono messaggi di persone che scrivono che non lo guarderanno a priori?

    Negli anni ottanta, faccio un esempio, da Sanremo sono usciti artisti che poi un accenno di carriera l’hanno anche fatta. Butto lì: Zucchero, Vasco Rossi, Ramazzotti. Questa funzione di lancio mi pare si sia persa un po’, nelle edizioni più recenti. I tempi che verranno potranno anche smentirmi clamorosamente, ma è innegabile che, lo scrivo con dispiacere, il Festival di Sanremo rappresenta ormai un fenomeno più mediatico che musicale, che brucia veloce le proprie tossine di polemiche e interessi e al fischio finale tutto si rimette in moto per una nuova edizione, senza una vera, indispensabile, ricerca stilistica, di rinnovamento “tecnico”.

  • La redazione

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  • Milano è una selva oscura

    Milano è una selva oscura

    LE MALECORDE con LAURA PARIANI

    www.malecorde.it

    Luogo: Palketto Stage, Busto Arsizio (VA)
    Data: 30 maggio 2010
    Evento: Bibliobook – Incontri d’autore
    Voto: 8

    E’ riduttivo parlare di presentazione, di reading, di spettacolo multidisciplinare; la densità evocativa che ha pervaso il palcoscenico del Palketto Stage lunedì 30 maggio sarà anche nata da uno sforzo intellettuale, ma, quando la platea viene coinvolta in quel modo, è perchè la mente riesce a volare altrove.

    Laura Pariani vuole dare un assaggio del suo Milano è una selva oscura, libro entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello 2010, e vuole anche che il boccone sia succulento, vuole la suggestione come ingrediente imprescindibile. E’ così che la storia del suo protagnista, il Dante, passa attraverso le pagine lette dalla stessa autrice, intercalate da alcuni altissimi momenti musicali ad opera de Le Malecorde cui fanno da sfondo una serie immagini in movimento, 13 video ideati da Laura Pariani, Greta Rosso e Nicola Fantini.

    La lettura ha quindi inizio: sulle parole di Milano è una selva oscura i musicisti entrano in scena con discrezione, uno alla volta, e prendono posto accanto ai loro strumenti per il primo contrappunto al testo di Laura Pariani. La Milano del 1969 più che uno sfondo per le vicessitudini di Dante, ex libraio divenuto barbone, e dei personaggi che lo accompagnano nella solutudine della selva in cui si muove, è un personaggio a tutti gli effetti, vivo e presente, con un cuore che pulsa.

    Per la seconda lettura la parola è affidata allo stesso Dante, sotto forma di burattino con le sembianze del poeta fiorentino. Sono una trentina in tutto i personaggi evocati in questo modo, una trentina di marionette realizzate sulla base di disegni di Laura Pariani, diventati protagonisti dei video in proiezione durante la serata.

    Ineccepibili Le Malecorde continuano con un adattamento musicale della poesia dialettale di Carlo Porta, passando dai classici della scena milanese anni ’70 per planare con disinvoltura su un arrangiamento violino e chitrra di Wonderful World. Alcune perle come La ballata del Cerruti di Giorgio Gaber e l’Armando di Enzo Jannacci lasciano un senso di soddisfazione quasi fisica tra il pubblico, che non può in alcun modo opporsi all’effetto trascinate della musica. Il momento culmina con una reazione entusiastica sulle note finali di Ho visto un re, durante la quale la stessa autrice del romanzo, apparentemente imperturbabile anche nel fluire partecipato delle sue parole, si lascia trascinare euforicamente dalla grandiosa intrpretazione de Le Malecorde.

    Gioco riuscito, connubio emozionante. Non resta ora che immergersi nella lettura del libro Milano è una selva oscura, certi che le aspettative non potranno essere in alcun modo tradite.

    Sito ufficiale di Laura Pariani: www.omegna.net/pariani

    Le Malecorde sono:

    Giovanni Battaglino: voce, chitarra acustica, basso Matteo Bagnasco: voce, chitarra classica, basso Valeria Benigni: voce Simone Rossetti Bazzaro: violino Paolo Mottura: basso, chitarra acustica e classica Lucia Battaglino: voce, flauto, percussioni Emilio Berné: batteria

    Sito ufficiale de Le Malecorde: www.malecorde.it

  • Milano è una selva oscura

    Milano è una selva oscura

    LE MALECORDE con LAURA PARIANI

    www.malecorde.it

    Luogo: Palketto Stage, Busto Arsizio (VA)
    Data: 30 maggio 2010
    Evento: Bibliobook – Incontri d’autore
    Voto: 8

    E’ riduttivo parlare di presentazione, di reading, di spettacolo multidisciplinare; la densità evocativa che ha pervaso il palcoscenico del Palketto Stage lunedì 30 maggio sarà anche nata da uno sforzo intellettuale, ma, quando la platea viene coinvolta in quel modo, è perchè la mente riesce a volare altrove.

    Laura Pariani vuole dare un assaggio del suo Milano è una selva oscura, libro entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello 2010, e vuole anche che il boccone sia succulento, vuole la suggestione come ingrediente imprescindibile. E’ così che la storia del suo protagnista, il Dante, passa attraverso le pagine lette dalla stessa autrice, intercalate da alcuni altissimi momenti musicali ad opera de Le Malecorde cui fanno da sfondo una serie immagini in movimento, 13 video ideati da Laura Pariani, Greta Rosso e Nicola Fantini.

    La lettura ha quindi inizio: sulle parole di Milano è una selva oscura i musicisti entrano in scena con discrezione, uno alla volta, e prendono posto accanto ai loro strumenti per il primo contrappunto al testo di Laura Pariani. La Milano del 1969 più che uno sfondo per le vicessitudini di Dante, ex libraio divenuto barbone, e dei personaggi che lo accompagnano nella solutudine della selva in cui si muove, è un personaggio a tutti gli effetti, vivo e presente, con un cuore che pulsa.

    Per la seconda lettura la parola è affidata allo stesso Dante, sotto forma di burattino con le sembianze del poeta fiorentino. Sono una trentina in tutto i personaggi evocati in questo modo, una trentina di marionette realizzate sulla base di disegni di Laura Pariani, diventati protagonisti dei video in proiezione durante la serata.

    Ineccepibili Le Malecorde continuano con un adattamento musicale della poesia dialettale di Carlo Porta, passando dai classici della scena milanese anni ’70 per planare con disinvoltura su un arrangiamento violino e chitrra di Wonderful World. Alcune perle come La ballata del Cerruti di Giorgio Gaber e l’Armando di Enzo Jannacci lasciano un senso di soddisfazione quasi fisica tra il pubblico, che non può in alcun modo opporsi all’effetto trascinate della musica. Il momento culmina con una reazione entusiastica sulle note finali di Ho visto un re, durante la quale la stessa autrice del romanzo, apparentemente imperturbabile anche nel fluire partecipato delle sue parole, si lascia trascinare euforicamente dalla grandiosa intrpretazione de Le Malecorde.

    Gioco riuscito, connubio emozionante. Non resta ora che immergersi nella lettura del libro Milano è una selva oscura, certi che le aspettative non potranno essere in alcun modo tradite.

    Sito ufficiale di Laura Pariani: www.omegna.net/pariani

    Le Malecorde sono:

    Giovanni Battaglino: voce, chitarra acustica, basso Matteo Bagnasco: voce, chitarra classica, basso Valeria Benigni: voce Simone Rossetti Bazzaro: violino Paolo Mottura: basso, chitarra acustica e classica Lucia Battaglino: voce, flauto, percussioni Emilio Berné: batteria

    Sito ufficiale de Le Malecorde: www.malecorde.it

  • Amurdur – Live in Milan

    Amurdur – Live in Milan

    Alberto Astorri, Simone Ricciardi, Paola Tintinelli

    Luogo: Teatro Filodrammatici, Milano
    Data: 19 gennaio 2010
    Evento: Tournee 2010
    Voto: 8

    E’ riduttivo parlare di presentazione, di reading, di spettacolo multidisciplinare; la densità evocativa che ha pervaso il palcoscenico del Palketto Stage lunedì 30 maggio sarà anche nata da uno sforzo intellettuale, ma, quando la platea viene coinvolta in quel modo, è perchè la mente riesce a volare altrove.

    Laura Pariani vuole dare un assaggio del suo Milano è una selva oscura, libro entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello 2010, e vuole anche che il boccone sia succulento, vuole la suggestione come ingrediente imprescindibile. E’ così che la storia del suo protagnista, il Dante, passa attraverso le pagine lette dalla stessa autrice, intercalate da alcuni altissimi momenti musicali ad opera de Le Malecorde cui fanno da sfondo una serie immagini in movimento, 13 video ideati da Laura Pariani, Greta Rosso e Nicola Fantini.

    La lettura ha quindi inizio: sulle parole di Milano è una selva oscura i musicisti entrano in scena con discrezione, uno alla volta, e prendono posto accanto ai loro strumenti per il primo contrappunto al testo di Laura Pariani. La Milano del 1969 più che uno sfondo per le vicessitudini di Dante, ex libraio divenuto barbone, e dei personaggi che lo accompagnano nella solutudine della selva in cui si muove, è un personaggio a tutti gli effetti, vivo e presente, con un cuore che pulsa.

    Per la seconda lettura la parola è affidata allo stesso Dante, sotto forma di burattino con le sembianze del poeta fiorentino. Sono una trentina in tutto i personaggi evocati in questo modo, una trentina di marionette realizzate sulla base di disegni di Laura Pariani, diventati protagonisti dei video in proiezione durante la serata.

    Ineccepibili Le Malecorde continuano con un adattamento musicale della poesia dialettale di Carlo Porta, passando dai classici della scena milanese anni ’70 per planare con disinvoltura su un arrangiamento violino e chitrra di Wonderful World. Alcune perle come La ballata del Cerruti di Giorgio Gaber e l’Armando di Enzo Jannacci lasciano un senso di soddisfazione quasi fisica tra il pubblico, che non può in alcun modo opporsi all’effetto trascinate della musica. Il momento culmina con una reazione entusiastica sulle note finali di Ho visto un re, durante la quale la stessa autrice del romanzo, apparentemente imperturbabile anche nel fluire partecipato delle sue parole, si lascia trascinare euforicamente dalla grandiosa intrpretazione de Le Malecorde.

    Gioco riuscito, connubio emozionante. Non resta ora che immergersi nella lettura del libro Milano è una selva oscura, certi che le aspettative non potranno essere in alcun modo tradite.

    Sito ufficiale di Laura Pariani: www.omegna.net/pariani

    Le Malecorde sono:

    Giovanni Battaglino: voce, chitarra acustica, basso Matteo Bagnasco: voce, chitarra classica, basso Valeria Benigni: voce Simone Rossetti Bazzaro: violino Paolo Mottura: basso, chitarra acustica e classica Lucia Battaglino: voce, flauto, percussioni Emilio Berné: batteria

    Sito ufficiale de Le Malecorde: www.malecorde.it

  • Amurdur – Live in Milan

    Amurdur – Live in Milan

    Alberto Astorri, Simone Ricciardi, Paola Tintinelli

    Luogo: Teatro Filodrammatici, Milano
    Data: 19 gennaio 2010
    Evento: Tournee 2010
    Voto: 8

    E’ riduttivo parlare di presentazione, di reading, di spettacolo multidisciplinare; la densità evocativa che ha pervaso il palcoscenico del Palketto Stage lunedì 30 maggio sarà anche nata da uno sforzo intellettuale, ma, quando la platea viene coinvolta in quel modo, è perchè la mente riesce a volare altrove.

    Laura Pariani vuole dare un assaggio del suo Milano è una selva oscura, libro entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello 2010, e vuole anche che il boccone sia succulento, vuole la suggestione come ingrediente imprescindibile. E’ così che la storia del suo protagnista, il Dante, passa attraverso le pagine lette dalla stessa autrice, intercalate da alcuni altissimi momenti musicali ad opera de Le Malecorde cui fanno da sfondo una serie immagini in movimento, 13 video ideati da Laura Pariani, Greta Rosso e Nicola Fantini.

    La lettura ha quindi inizio: sulle parole di Milano è una selva oscura i musicisti entrano in scena con discrezione, uno alla volta, e prendono posto accanto ai loro strumenti per il primo contrappunto al testo di Laura Pariani. La Milano del 1969 più che uno sfondo per le vicessitudini di Dante, ex libraio divenuto barbone, e dei personaggi che lo accompagnano nella solutudine della selva in cui si muove, è un personaggio a tutti gli effetti, vivo e presente, con un cuore che pulsa.

    Per la seconda lettura la parola è affidata allo stesso Dante, sotto forma di burattino con le sembianze del poeta fiorentino. Sono una trentina in tutto i personaggi evocati in questo modo, una trentina di marionette realizzate sulla base di disegni di Laura Pariani, diventati protagonisti dei video in proiezione durante la serata.

    Ineccepibili Le Malecorde continuano con un adattamento musicale della poesia dialettale di Carlo Porta, passando dai classici della scena milanese anni ’70 per planare con disinvoltura su un arrangiamento violino e chitrra di Wonderful World. Alcune perle come La ballata del Cerruti di Giorgio Gaber e l’Armando di Enzo Jannacci lasciano un senso di soddisfazione quasi fisica tra il pubblico, che non può in alcun modo opporsi all’effetto trascinate della musica. Il momento culmina con una reazione entusiastica sulle note finali di Ho visto un re, durante la quale la stessa autrice del romanzo, apparentemente imperturbabile anche nel fluire partecipato delle sue parole, si lascia trascinare euforicamente dalla grandiosa intrpretazione de Le Malecorde.

    Gioco riuscito, connubio emozionante. Non resta ora che immergersi nella lettura del libro Milano è una selva oscura, certi che le aspettative non potranno essere in alcun modo tradite.

    Sito ufficiale di Laura Pariani: www.omegna.net/pariani

    Le Malecorde sono:

    Giovanni Battaglino: voce, chitarra acustica, basso Matteo Bagnasco: voce, chitarra classica, basso Valeria Benigni: voce Simone Rossetti Bazzaro: violino Paolo Mottura: basso, chitarra acustica e classica Lucia Battaglino: voce, flauto, percussioni Emilio Berné: batteria

    Sito ufficiale de Le Malecorde: www.malecorde.it

  • Ron Asheton RIP

    Assieme al fratello Scott e all’Iguana Iggy Pop aveva dato vita, sul finire degli anni sessanta, al sound protopunk degli Stooges. Oggi, all’età di 60 anni, Ron Asheton muore per cause naturali nella sua casa di Ann Arbor. Il suono distorto della sua chitarra, marca distintiva della band, lo ha portato al ventinovesimo posto della classifica dei più grandi chitarristi di tutti i tempi, stilata da Rolling Stone nel 2003.

  • Ron Asheton RIP

    Assieme al fratello Scott e all’Iguana Iggy Pop aveva dato vita, sul finire degli anni sessanta, al sound protopunk degli Stooges. Oggi, all’età di 60 anni, Ron Asheton muore per cause naturali nella sua casa di Ann Arbor. Il suono distorto della sua chitarra, marca distintiva della band, lo ha portato al ventinovesimo posto della classifica dei più grandi chitarristi di tutti i tempi, stilata da Rolling Stone nel 2003.