Tag: Ascona/New Orleans jazz festival

  • Da Chicago al Jazz Cat Club, le maestose voci di Tina Brown e dei Gospel Messengers

    Da Chicago al Jazz Cat Club, le maestose voci di Tina Brown e dei Gospel Messengers

    Lunedì 2 dicembre, ore 20.30, Teatro del Gatto, Ascona (via Muraccio 21)

    TINA BROWN & THE GOSPEL MESSENGERS (USA)

    TINA BROWN, direttrice, soprano
    RHONDA PRESTON, soprano
    DEBORAH JACKSON, soprano e alto
    NANCY MILLSAP, alto e tenore
    FRED DUBOSE, tenore
    FRANK MENZIES, piano e baritono

    Il tradizionale concerto gospel che il Jazz Cat Club organizza tutti gli anni nel periodo che precede le feste natalizie, propone lunedì 2 dicembre alle 20.30, al Teatro del Gatto di Ascona, un concerto da non perdere con i Gospel Messengers, un entusiasmante gruppo a cappella di Chicago composto da sei cantanti afroamericani, quattro donne e due uomini, che a turno fungono da solista.

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  • Jazz Ascona 2013 – Lo spirito del festival inebria la città

    Jazz Ascona 2013 – Lo spirito del festival inebria la città

    AMAmusic - www.amamusic.it

    Nella serata di apertura di Jazz Ascona 2013, avvicinarsi al lungolago significa calarsi, passo dopo passo, in un’intima e festante fiaba musicale, il cui protagonista assoluto e discreto è il jazz.

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  • Karima in versione soul a JazzAscona 2013

    Karima in versione soul a JazzAscona 2013

    JazzAscona 2013

    Una collaborazione inedita arricchisce il già importante cast di artisti del JazzAscona festival Venerdì 21 e sabato 22 giugno, ospite delle Midnight Sessions sarà la nota cantante italiana Karima Ammar.

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  • Evento gratuito a sorpresa anticipa JazzAscona

    Evento gratuito a sorpresa anticipa JazzAscona

    JazzAscona

    Europe Meets America: questo il titolo di un evento a sorpresa che gli organizzatori della 29. Edizione di JazzAscona annunciano per giovedì 20 giugno, dalle 20 alle 24, nella tenda Jazz Club di Piazza Torre. Si tratta in buona sostanza di una serata di musica e festa fuori programma che anticiperà di fatto di un giorno l’inizio del festival, fissato per venerdì 21 giugno.

    L’evento pre-opening sarà gratuito e aperto a tutti e proporrà due concerti con la partecipazione di altrettante band europee rafforzate da musicisti americani: alle 20, l’International Hot Jazz Quintet con Duke Heitger (tromba) e Nicki Parrott (basso) e alle 21.45, gli Skipper-Just-Frost con ospiti da New Orleans l’esplosivo trombettista James Andrews e la cantante Lillian Boutté, artista emblematica e molto amata del festival, al punto da essere considerata, da molti anni oramai, “la regina di Ascona”.

    Ricordiamo che JazzAscona si svolgerà quest’anno con una nuova formula, che prevede due  week-end a pagamento, l’entrata gratuita in piazza da domenica a giovedì e cinque concerti speciali nella tenda principale con Mario Biondi il 23 giugno (che è oramai sold out: rimangono in vendita VIP tickets a 155 CHF), Tania Maria Viva Brasil Quartet (24.6), Ornella Vanoni con Dado Moroni, Flavio Boltro e gli Italian Jazz Stars (25.6), The Blind Boys of Alabama (26.6) e Puppini Sisters (27.6).  Il festival proporrà in totale 180 concerti e durerà fino a sabato 29 giugno, con un’appendice di concerti diurni ad Ascona e serali a Cannobio, Italia, domenica 1° luglio.

  • Speciale Ornella Vanoni ad Ascona 2013

    Speciale Ornella Vanoni ad Ascona 2013

    JazzAscona

    A JazzAscona tre giorni con Ornella Vanoni: Concerto, film e incontro coi fans    

    La star della canzone italiana Ornella Vanoni sarà protagonista martedì 25 giugno alle ore 21 di un attesissimo concerto a JazzAscona 2013. L’evento è di quelli da non perdere. Quella di Ascona sarà infatti una produzione speciale allestita appositamente per il festival in cui la grande signora della canzone italiana interpreterà i brani che l’hanno resa famosa nonché grandi standard del jazz, accompagnata da una jazz band comprendente la “crème” del jazz italiano: Flavio Boltro alla tromba, Max Ionata al sax, Dado Moroni al piano, Rosario Bonaccorso al basso, Roberto Gatto, batteria.

    La presenza della Vanoni ad Ascona non si limiterà al solo concerto. Questo sarà infatti preceduto domenica 23  giugno, alle ore 11, nella sala del Cinema Otello di Ascona, dalla proiezione di  “Ricetta di Donna”, il primo docu-film sulla sua vita artistica di Ornella, in cui la cantante si racconta senza veli e senza finzioni. Il film, realizzato dalla regista e amica Alexandra della Porta Rodiani, contiene  filmati inediti, canzoni e immagini che hanno fatto la storia dello spettacolo italiana. 
     
    E non è tutto: i fans potranno vedere ed ascoltare Ornella Vanoni anche nel corso di un incontro con la stampa e con il pubblico che si terrà  lunedì 24 giugno, alle 15, al Beach Lounge. Il noto locale di Ascona torna a collaborare col festival e durante i 10 giorni di JazzAscona si trasformerà nella Casa del Jazz, ospitando aperitivi in concerto, conferenze stampa, incontri con musicisti e midnight sessions!

  • Stresa per New Orleans: è qui il festival (Jazzascona 2012) !

    Stresa per New Orleans: è qui il festival (Jazzascona 2012) !

     

    JAZZASCONA

    www.jazzascona.ch

    Luogo: Stresa
    Data: 20 giugno 2012

     

    Molti ancora non sanno che il popolare festival Jazzascona (un tempo Ascona/New Orleans jazz festival), da almeno tre edizioni ha un prologo in Italia, in quel di Stresa, e – dalla scorsa edizione – un epilogo, sempre italiano, a Cannobio e ciò grazie alla collaborazione tra il direttore artistico Nicolas Gilliet e le rispettive amministrazioni comunali e la Provincia del VCO.

    Quest’anno il festival ha per sottotitolo Sophisticated lady, nel segno di un festival al femminile, proponendo non solo donne cantanti, ma anche strumentiste.

    Lasciata al suo destino, per motivi tattici, la “vecchia conoscenza” della Regeneration Brass Band di New Orleans, mi sono concentrato su tre (dei quattro) gruppi per me “nuovi”: la Regeneration, vista e sentita dal 2010 ed anche nel 2011 numerose volte in Ascona [come si fa a perdere una marchin’ band (gruppo di strumenti-ottoni e percussioni che suona e marcia per la strada), che tutti i giorni, più volte al giorno, è una colonna sonora ambulante per le strade ed i vicoli di Ascona, se si è “residenti” per la manifestazione?], pur validissima e molto divertente verrà di nuovo a sonorizzare le mie giornate asconesi. Questo sostanzialmente è quanto rilevo dalla mia serata di mercoledì 20 giugno a Stresa, appunto, per l’apertura del festival.

    Partenza con un personaggio alla sua prima apparizione in Europa, fresca e carina, la pianista-cantante Champian Fulton, con un suo trio che vede Mathias Allamanne al contrabbasso e ospite speciale Fukushi Tainaka alla batteria. Secondo Gilliet questa giovane potrà essere una nuova Diana Krall….ma, molto più vicino a noi, in tema di pianiste/cantanti, io continuo ad amare quella Laura Fedele, che pure di festivals di Ascona ne ha fatti almeno due, e proprio qui a Stresa si era esibita con grande successo due anni orsono. La Krall lasciamola ai pivelli ed ai neofiti.

    La Fulton dimostra una qual certa classe e su classici come Exactly like you, Pennies From Heaven – il primo brano che cantò in pubblico ancora bambina – o Lover Come Back To Me si muove a proprio agio: è una brava cantante, ma nel ruolo di pianista mi piace a tratti, ho apprezzato il suo solo in un brano di Cole Porter dal titolo It’s allright with me. Senza grande personalità, anche se funzionale all’organico ed ai brani, il bassista Allamanne, a differenza del batterista Tainaka, che ha carattere e si sente. Dato comunque il ruolo di apri-pista nella sua prima data italiana, il caldo umido e le zanzare che accorrono da ogni dove nella piazzetta, l’insieme è buono ed in sintesi la Fulton va tenuta d’occhio e d’orecchio…. sa regalare con facilità buone emozioni ed è una frontwoman spigliata e brillante.

    Secondo gruppo della serata il quartetto (piano,sax tenore, basso e batteria) del contrabbassista/cantante Mark Brooks da New Orleans, alle prese con un repertorio variegato, ma di sicuro impatto e spessore musicale: a questo gruppo è toccato l’onere e l’onore di accompagnare le New Orleans ladies, cioè due cantanti donne, la stupenda e coinvolgente Anais St John (vedi foto) e la più matura, straordinaria Germaine Bazzle. La prima è davvero intrigante e come show-girl è scesa dal palco invitando la platea a partecipare attivamente allo spettacolo; la seconda ha dimostrato notevole espressività, arrivando a prodursi in un solo di voce ad imitazione di un trombone con sordina nella classica ellingtoniana Don’t get around much anymore.

    Il quartetto ha fornito numerose prove di valore, su tutte una incendiaria versione del classico calypso St Thomas – pubblico entusiasta…

    Infine quella che secondo me è stata la vera epifania della serata, il valore aggiunto ad un’apertura di festival comunque ricca di emozioni e qualità: The Australians. Costituita da elementi centrali della scena musicale australiana, ecco una swing band che ha davvero tutto per divertire un’ampia gamma di ascoltatori, dai vecchi jazzofili agli assoluti principianti; un settetto compatto e coeso, servito nelle presentazioni dallo humor del batterista Anthony Howe, con un trombonista/arrangiatore/cantante, Dan Barnett, e una figura di culto cioè il trombettista Bob Henderson, ma nessuno ha demeritato.

    Prendono il palco e dopo le presentazioni di rito (rappresentante Città di Stresa e Gilliet) partono con una determinazione ed una solidità impressionanti; i brani si susseguono in un alveo stilistico di swing classico, frammisto ad episodi di jazz arcaico (Bill Russell rag, Riverboat shuffle, Shangai shuffle), tutti i membri del gruppo sono sempre sul pezzo e ci regalano gemme come una Mood Indigo vocale, dai fiati morbidissimi ed una rumba, Buena Vista, (sì, proprio da Buena Vista social club) il cui piano solo sostenuto da una lunghissima rullata di batteria crescente alla fine è da incorniciare…deliziosi, giù il cappello. Certe volte non è tanto importante COSA suonano, ma COME suonano ed in questo caso è stato così. Altre perle ci sarebbero da raccontare, come la Melancholy lullabie con chitarra in primo piano, ma voi segnatevi questo nome – The Australians – ed organizzatevi per raggiungere Ascona, – trovate tutte le info sul sito ufficiale www.jazzascona.ch – se il buongiorno si vede dal mattino, il divertimento e la qualità musicale sono assicurati.

  • Stresa per New Orleans: è qui il festival (Jazzascona 2012) !

    Stresa per New Orleans: è qui il festival (Jazzascona 2012) !

     

    JAZZASCONA

    www.jazzascona.ch

    Luogo: Stresa
    Data: 20 giugno 2012

     

    Molti ancora non sanno che il popolare festival Jazzascona (un tempo Ascona/New Orleans jazz festival), da almeno tre edizioni ha un prologo in Italia, in quel di Stresa, e – dalla scorsa edizione – un epilogo, sempre italiano, a Cannobio e ciò grazie alla collaborazione tra il direttore artistico Nicolas Gilliet e le rispettive amministrazioni comunali e la Provincia del VCO.

    Quest’anno il festival ha per sottotitolo Sophisticated lady, nel segno di un festival al femminile, proponendo non solo donne cantanti, ma anche strumentiste.

    Lasciata al suo destino, per motivi tattici, la “vecchia conoscenza” della Regeneration Brass Band di New Orleans, mi sono concentrato su tre (dei quattro) gruppi per me “nuovi”: la Regeneration, vista e sentita dal 2010 ed anche nel 2011 numerose volte in Ascona [come si fa a perdere una marchin’ band (gruppo di strumenti-ottoni e percussioni che suona e marcia per la strada), che tutti i giorni, più volte al giorno, è una colonna sonora ambulante per le strade ed i vicoli di Ascona, se si è “residenti” per la manifestazione?], pur validissima e molto divertente verrà di nuovo a sonorizzare le mie giornate asconesi. Questo sostanzialmente è quanto rilevo dalla mia serata di mercoledì 20 giugno a Stresa, appunto, per l’apertura del festival.

    Partenza con un personaggio alla sua prima apparizione in Europa, fresca e carina, la pianista-cantante Champian Fulton, con un suo trio che vede Mathias Allamanne al contrabbasso e ospite speciale Fukushi Tainaka alla batteria. Secondo Gilliet questa giovane potrà essere una nuova Diana Krall….ma, molto più vicino a noi, in tema di pianiste/cantanti, io continuo ad amare quella Laura Fedele, che pure di festivals di Ascona ne ha fatti almeno due, e proprio qui a Stresa si era esibita con grande successo due anni orsono. La Krall lasciamola ai pivelli ed ai neofiti.

    La Fulton dimostra una qual certa classe e su classici come Exactly like you, Pennies From Heaven – il primo brano che cantò in pubblico ancora bambina – o Lover Come Back To Me si muove a proprio agio: è una brava cantante, ma nel ruolo di pianista mi piace a tratti, ho apprezzato il suo solo in un brano di Cole Porter dal titolo It’s allright with me. Senza grande personalità, anche se funzionale all’organico ed ai brani, il bassista Allamanne, a differenza del batterista Tainaka, che ha carattere e si sente. Dato comunque il ruolo di apri-pista nella sua prima data italiana, il caldo umido e le zanzare che accorrono da ogni dove nella piazzetta, l’insieme è buono ed in sintesi la Fulton va tenuta d’occhio e d’orecchio…. sa regalare con facilità buone emozioni ed è una frontwoman spigliata e brillante.

    Secondo gruppo della serata il quartetto (piano,sax tenore, basso e batteria) del contrabbassista/cantante Mark Brooks da New Orleans, alle prese con un repertorio variegato, ma di sicuro impatto e spessore musicale: a questo gruppo è toccato l’onere e l’onore di accompagnare le New Orleans ladies, cioè due cantanti donne, la stupenda e coinvolgente Anais St John (vedi foto) e la più matura, straordinaria Germaine Bazzle. La prima è davvero intrigante e come show-girl è scesa dal palco invitando la platea a partecipare attivamente allo spettacolo; la seconda ha dimostrato notevole espressività, arrivando a prodursi in un solo di voce ad imitazione di un trombone con sordina nella classica ellingtoniana Don’t get around much anymore.

    Il quartetto ha fornito numerose prove di valore, su tutte una incendiaria versione del classico calypso St Thomas – pubblico entusiasta…

    Infine quella che secondo me è stata la vera epifania della serata, il valore aggiunto ad un’apertura di festival comunque ricca di emozioni e qualità: The Australians. Costituita da elementi centrali della scena musicale australiana, ecco una swing band che ha davvero tutto per divertire un’ampia gamma di ascoltatori, dai vecchi jazzofili agli assoluti principianti; un settetto compatto e coeso, servito nelle presentazioni dallo humor del batterista Anthony Howe, con un trombonista/arrangiatore/cantante, Dan Barnett, e una figura di culto cioè il trombettista Bob Henderson, ma nessuno ha demeritato.

    Prendono il palco e dopo le presentazioni di rito (rappresentante Città di Stresa e Gilliet) partono con una determinazione ed una solidità impressionanti; i brani si susseguono in un alveo stilistico di swing classico, frammisto ad episodi di jazz arcaico (Bill Russell rag, Riverboat shuffle, Shangai shuffle), tutti i membri del gruppo sono sempre sul pezzo e ci regalano gemme come una Mood Indigo vocale, dai fiati morbidissimi ed una rumba, Buena Vista, (sì, proprio da Buena Vista social club) il cui piano solo sostenuto da una lunghissima rullata di batteria crescente alla fine è da incorniciare…deliziosi, giù il cappello. Certe volte non è tanto importante COSA suonano, ma COME suonano ed in questo caso è stato così. Altre perle ci sarebbero da raccontare, come la Melancholy lullabie con chitarra in primo piano, ma voi segnatevi questo nome – The Australians – ed organizzatevi per raggiungere Ascona, – trovate tutte le info sul sito ufficiale www.jazzascona.ch – se il buongiorno si vede dal mattino, il divertimento e la qualità musicale sono assicurati.

  • Stacey Kent live @ Jazz Cat Club Ascona  23 aprile 2012, ovvero dell’eutrapelia.

    Stacey Kent live @ Jazz Cat Club Ascona 23 aprile 2012, ovvero dell’eutrapelia.

    Stacey Kent – voce
    Jim Tomlinson – sax
    Graham Harvey – piano
    Jeremy Brown – contrabbasso
    Matt Skelton – batteria

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    Col suo carico di gloria, di grammies e di premi Stacey Kent, il personaggio del momento, la prima donna della vocalità jazz, sbarca ad Ascona, tra un concerto all’Olympia di Parigi ed una data al Byrdland di New York.

    Costituisce ottimo risultato per il Jazz Cat essersi aggiudicato un tanto prestigioso nome: va detto come in poco più di tre anni di vita ed attività questo club è riuscito ad inserirsi nella ristretta cerchia dei grandi clubs europei , un fatto importante. Alle 20.40, dopo una breve presentazione congiunta da parte di Nicolas Gilliet (direttore artistico del Jazz Cat Club) e Paolo Keller (RSI rete 2/coproduttore della data), il quartetto prende il palco, uno dopo l’altro, (Matt Skelton alla batteria/NdR batterista mancino, Jeremy Brown al contrabbasso, Graham Harvey al piano, Jim Tomlinson ai sax – tenore e soprano) chiamati da Keller, infine la Kent ,ovviamente ultima ad essere chiamata e ad affacciarsi .

    Partenza con un brano a tempo medio, con solo al tenore da parte di Tomlinson, seguito subito da una lentissima versione del classico di George & Ira Gerswin They can’t take that away from me; le cantanti indulgono spesso in ballads e brani lenti in genere, questo permette loro di far uscire al meglio le proprie qualità interpretative – il guaio è quando ne abusano…

    Passaggio obbligato ad un brano di Jobim, in originale Aguas de marco – ne ricordo una bella versione di Ivano Fossati – che, nell’adattamento francese diventa Les eaux de mars, dal cd Raconte-moi. Tomlinson passa al sax soprano.

    Si noti che la bella Stacey canta tutti i brani a memoria e nello stesso modo conosce la scaletta.

    E’ il momento di parlare e di presentare, la nostra parla in modo velocissimo del tour mondiale che sta compiendo per presentare l’ultimo cd (live) Dreamer in concert e di come, dal suo punto di vista, le cose stiano andando a meraviglia I’m having the time of my life…; una figura sorridente, sobria, per niente diva, nella sue parole non c’è autocompiacimento o affettazione; poi (ri) presenta la band (con particolare attenzione per Tomlinson, che, oltre che sassofonista, è autore delle musiche di molti brani, produttore, arrangiatore, bandleader e ….. suo marito), non avendo sentito, da dietro il palco, la presentazione iniziale.

    E’ la volta di un altro brano da Raconte-moi, cioè Mi amor, una rumba evocativa del clima fine anni ’50, con un’atmosfera da night-club, che personalmente adoro…..il concerto levita, io mi godo il clima, o meglio, il mood.

    Il quartetto la serve splendidamente, sembra un vestito fatto su misura da un sarto, lei muove le spalle a tempo, canta e sorride, sospinta dalla musica e da una sua naturale grazia.

    Ha un timbro vocale sottile, serico, molto duttile e sicuramente di grande fascino; può ricordare vagamente – fra le cantanti bianche – Astrud Gilberto; non fa uso di improvvisazione scat , ma si aiuta un po’, in certi brani, con la chitarra e col fischio. Una figurina luminosa, divertita e divertente, assolutamente protagonista, ma con un senso della misura che la rende deliziosa.

    Il brano finisce e la nostra parla un po’in americano, poi in italiano, scherza col pubblico, sorride ancora ed io inizio a pensare questa donna ha qualcosa di speciale, ma non capisco cosa…; il tutto davanti ad una platea stranamente fredda, finora, dopo gli assolo, zero applausi: il pubblico – si sà – è la parte più imprevedibile di un concerto….. Ancora un paio di brani e ci avviciniamo alla fine del primo set: la Kent si siede ed imbraccia una chitarra classica; breve intro di contrabbasso solo da parte di Brown, intro che risolve nel tema (sempre Jobim) di How insensitive, ancora contrabbasso solo. L’ingresso degli altri musicisti – quintetto se consideriamo la nostra impegnata anche alla chitarra – ci racconta di un gruppo dal grande interplay e dai bei colori. Prima della chiusura del set, col brano Dreamer, la Kent parla del suo amore per la bossa e dell’importanza per lei della scoperta di Jobim e del disco Getz/Gilberto. Inizio secondo set, coerente col primo, la cantante continua a suonare la chitarra, ancora Jobim con Corcovado – forse troppo simile a quella contenuta nel classico LP Getz au go go; seguono un brano di Serge Gainsbourg, dal bell’inizio (voce, basso e rullante) , un originale, una I’ve grown accustomed to HIS face (versione al femminile) ed è la volta del gruppo senza di lei….

    Tomlinson prende la parola e presenta lo standard Broadway, già nel repertorio di Count Basie, il quartetto si disimpegna con ottimo swing e sicuro interplay e dopo il solo di sax tenore, arriva un meritato applauso! Stessa sorte viene riservata al solo di piano. Solo di batteria e tema finale. Gruppo coeso ed equilibrato, dalle stupende dinamiche, con una serie di invenzioni e camei gustosissimi, soprattutto nel lavoro con lei. Sugli scudi Tomlinson, con buona inventiva nel fraseggio.

    Altri due brani, fra cui una bella versione della bossa So nice di Marcos Valle, con cui lei racconta di aver collaborato ed il piacere avuto dal rapporto di lavoro. Qui Tomlinson passa alla chitarra. Questo segnerebbe la fine del concerto, a parte un breve bis, la chapliniana Smile ed i saluti affettuosi della Kent….Forse con un pubblico un po’ più generoso d’applausi, avremmo avuto un altro bis, o più bis, ma tant’è, non sono mancate quantità e qualità. Ho continuato a domandarmi cosa avesse la donna di così speciale e finalmente dopo lunga riflessione, ecco la risposta; la Kent ha una virtù rara: l’eutrapelia. Non sentitevi ignoranti, è un termine rarissimo, potrei sinteticamente definirlo come la capacità di mettere di buon umore, di far sorridere colui che ti sta davanti – per una donna di palco, per una frontwoman, ovviamente, è una manna.