Tag: Estate

  • Evergreen Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    Evergreen Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    EVERGREEN JAZZ TRIO

     

    www.myspace.com/evergreenjazztrio

    Luogo: Melo, Gallarate (VA)
    Data: novembre 2012
    Voto: 8,5

    Carlo Uboldi – pianoforte

    Antonio Cervellino – contrabbasso

    Marco Caputo – batteria

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    Quando il pubblico è raccolto dietro ai tavolini di un club si crea, con i musicisti, un rapporto intimo, colloquiale, che fa la differenza durante l’esperienza di un concerto jazz. Specialmente se il leader della formazione, dotato di uno spiccato senso dell’ironai, sa venare un’impeccabile performance con momenti ilari e giocosi.

    L’Evergreen Trio affida il debutto sulla ribalta del Melo di Gallarate alle note del pianoforte di Carlo Uboldi: la tastiera è perpendicolare alla linea della platea, il contrabbasso dietro la sua mano sinistra e batteria alle sue spalle. «E’ un omaggio ad Oscar Peterson – svela Uboldi ai meno preparati – perchè è tra i miei musicisti favoriti, e questo assetto mi permette un’immersione totale nel suono della band senza bisogno di spie».

    La serata si dipana tra strandard jazz, primo amore della formazione (cui inoltre si deve il nome Evergreen) e brani tratti dal loro recente album The Key of Swing (leggi recensione). Ecco quindi Autumn Leaves: sfoderata come apertura svela fin dall’inizio un’intesa eccezionale tra i componenti del trio, che improvvisano con una logica che appare naturale. Dopo la chiusura latin le note del contrabbasso di Cervellino introducono il brano di sua composizione Dorian Blues: un lungo intro, e poi alle note accarezzate del contrabasso si accosta il battito delicato delle spazzole di Caputo: tutto è pronto per l’ingresso di Uboldi che può spaziare su un pedale ostinato fino a che il brano don si tramuta a tutti gli effetti nello swing bluseggiante cui deve il nome.

    E’ quindi la volta della struggente I’m Waiting For My Love, a firma Uboldi: senza cordiera del rullante, i battenti di Caputo creano un’emosfera cupa, sottolineata dal giro di contrabbasso cui è affidato il primo solo del brano (con qualche problema di accordatura, camuffato tuttavia brillantemente dal Cervellino). L’omaggio ad Oscar Peterson continua con un altro brano di Uboldi, The Key of Swing, tutto shuffle e carnalità, prima che Estate (Bruno Martino) chiuda la prima parte dello spettacolo.

    La ripresa vede sul palco solo batteria e contrabbasso impegnati nell’atipico Bass & Brushes (Uboldi) seguita da Things Ain’t What They Used to Be, dedicata dall’Evergreen Trio ad Alvaro Belloni, direttore artistico della rassegna.Quindi è la volta del piano solo per la bellissima Over the Rainbow, prima che altri due brani originali chiudano la serata. Scoglitti Time di Uboldi, scanzonato e giocoso, con inserti latin, trasmette tutta la spensieratezza di una vacanza al mare; quindi Minio, di Antonio Cervellino, dopo una lunga introduzione segnata dall’archetto sul contrabbasso, lascia il posto una una ballata inframezzata da improvvisi cambi di tempo.

    Richiamati sul palco, i musicisti concedono il bis rituale ad un pubblico del Melo che, inizialmente un po’ scettico, ha saputo riconoscere nell’Evergren Trio una piacevole novità.

  • Evergreen Jazz Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    Evergreen Jazz Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    Fiorenzo Pellegatta

    Carlo Uboldi – pianoforte / Antonio Cervellino – contrabbasso / Marco Caputo – batteria

    Quando il pubblico è raccolto dietro ai tavolini di un club si crea, con i musicisti, un rapporto intimo, colloquiale, che fa la differenza durante l’esperienza di un concerto jazz. Specialmente se il leader della formazione, dotato di uno spiccato senso dello humor, sa venare un’impeccabile performance con momenti ilari e giocosi.

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  • Roberta Gambarini Quartet // Toronto jazz festival 2012

    Roberta Gambarini Quartet // Toronto jazz festival 2012

    ROBERTA GAMBARINI QUARTET

    Luogo: Main Stage, Toronto
    Data: 25 giugno 2012
    Evento:  Toronto Jazz Festival 2012
    Voto: 6

    Roberta Gambarini: voce

    Dave Restivo: pianoforte

    Neil Swainson: contrabbasso

    Willie Jones III: drums

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    Il Main Stage del Jazz Festival di Toronto sceglie l’ampio spazio su cui si affaccia la City Hall per installare il suo tendone bianco e riempirlo di seggiole che sembrano rubate alla sagra del pesce. Il contesto non fa presagire nulla di buono, ma la voce cui è affidata l’apertura della serata del 25 giugno pare smentire le aspettative: l’italiana trapiantata in America Roberta Gambarini annunciata dall’ufficio stampa del festival come la vera erede di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, e Carmen McRae, sta per calcare il palcoscenico e trasformare un insulso tendone da circo in un tempio del jazz.
    L’inizio a cappella della vocalist sfila senza lode nè infamia tra il rumore dei venilatori e il vociare della gente che, a pochi passi dal tendone, si gode gratuitamente l’oneroso spettacolo.

    Il canadese Dave Restivo sostituisce Eric Gunnison, il pianista originale della formazione che per un contrattempo dell’ultimo minuto non si è potuto esibire: la presentazione, oltre che dalle parole della vocalist, arriva direttamente dalle dita del pianista che suscita da subito l’entusisamo del pubblico.

    La scaletta prevede brani cantati in portoghese, inglese, francese e italiano, regolarmente arricchiti con qualche minuto di scat.

    Quando la luce naturale inizia a lasciare posto all’atmosfera più calda del crepuscolo, la cantante originaria di Torino rievoca un ricordo d’infanzia con On the Sunny Side of the Street (presente – racconta – nella discoteca del padre nella versione di Dizzy Gillespie, Sonny Rollins e Sonny Stitt) per poi passare alla struggente Oblivion di Astor Piazzolla, con testo in francese.

    Un asoolo di contrabbasso di Neil Swainson apre This Masquerade (Leon Russell), quasi un omaggio a George Benson, artista che avrebbe calcato lo stesso palcoscenico la sera successiva; è quindi la volta di With Every Breath I Take, tratta dal celebre musical di Cy Coleman City of Angels

    Nella riduzione per combo di Multi-Colored Blue, presentata da Duke Ellington nella versione per orchestra, Roberta Gambarini annuncia che sarà in grado di cantare anche la strofa centrale del brano scritta per voce maschile. L’ensamble rientra al completo sul tempo blue del brano per reggere i vocalizzi finali della vocalist. 
    Si passa quindi al cavallo di battaglia della Gambarini, Estate di Bruno Martino in cui per una volta lo scat lascia il posto ad un solo di cornetta simulata “a mani nude” dalla cantante.

    La conclusione è affidata allo swing incalzante di Lover Come Back to Me, con lìassolo di Dave Restivo che conquista uno scrosciante applauso del pubblico di casa.

  • Roberta Gambarini Quartet // Toronto jazz festival 2012

    Roberta Gambarini Quartet // Toronto jazz festival 2012

     

    ROBERTA GAMBARINI QUARTET

    Luogo: Main Stage, Toronto
    Data: 25 giugno 2012
    Evento:  Toronto Jazz Festival 2012
    Voto: 6

    Roberta Gambarini: voce

    Dave Restivo: pianoforte

    Neil Swainson: contrabbasso

    Willie Jones III: drums

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    Il Main Stage del Jazz Festival di Toronto sceglie l’ampio spazio su cui si affaccia la City Hall per installare il suo tendone bianco e riempirlo di seggiole che sembrano rubate alla sagra del pesce. Il contesto non fa presagire nulla di buono, ma la voce cui è affidata l’apertura della serata del 25 giugno pare smentire le aspettative: l’italiana trapiantata in America Roberta Gambarini annunciata dall’ufficio stampa del festival come la vera erede di Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan, e Carmen McRae, sta per calcare il palcoscenico e trasformare un insulso tendone da circo in un tempio del jazz.
    L’inizio a cappella della vocalist sfila senza lode nè infamia tra il rumore dei venilatori e il vociare della gente che, a pochi passi dal tendone, si gode gratuitamente l’oneroso spettacolo.

    Il canadese Dave Restivo sostituisce Eric Gunnison, il pianista originale della formazione che per un contrattempo dell’ultimo minuto non si è potuto esibire: la presentazione, oltre che dalle parole della vocalist, arriva direttamente dalle dita del pianista che suscita da subito l’entusisamo del pubblico.

    La scaletta prevede brani cantati in portoghese, inglese, francese e italiano, regolarmente arricchiti con qualche minuto di scat.

    Quando la luce naturale inizia a lasciare posto all’atmosfera più calda del crepuscolo, la cantante originaria di Torino rievoca un ricordo d’infanzia con On the Sunny Side of the Street (presente – racconta – nella discoteca del padre nella versione di Dizzy Gillespie, Sonny Rollins e Sonny Stitt) per poi passare alla struggente Oblivion di Astor Piazzolla, con testo in francese.

    Un asoolo di contrabbasso di Neil Swainson apre This Masquerade (Leon Russell), quasi un omaggio a George Benson, artista che avrebbe calcato lo stesso palcoscenico la sera successiva; è quindi la volta di With Every Breath I Take, tratta dal celebre musical di Cy Coleman City of Angels

    Nella riduzione per combo di Multi-Colored Blue, presentata da Duke Ellington nella versione per orchestra, Roberta Gambarini annuncia che sarà in grado di cantare anche la strofa centrale del brano scritta per voce maschile. L’ensamble rientra al completo sul tempo blue del brano per reggere i vocalizzi finali della vocalist. 
    Si passa quindi al cavallo di battaglia della Gambarini, Estate di Bruno Martino in cui per una volta lo scat lascia il posto ad un solo di cornetta simulata “a mani nude” dalla cantante.

    La conclusione è affidata allo swing incalzante di Lover Come Back to Me, con lìassolo di Dave Restivo che conquista uno scrosciante applauso del pubblico di casa.