L’ARISTON COME… IL BLUE NOTE, PER TRE SERE A LAINATE UN VERO JAZZ CLUB
A firmare la direzione artistica della rassegnail pianista di fama internazionale Antonio Faraò

L’ARISTON COME… IL BLUE NOTE, PER TRE SERE A LAINATE UN VERO JAZZ CLUB
A firmare la direzione artistica della rassegnail pianista di fama internazionale Antonio Faraò

Nella serata di martedì, durante la prima puntata del Festival di Sanremo 2012, lo stesso s’è trasformato, com’era prevedibile, nell’ A.C.Show, un siparietto d’un ora circa con più parole che musica, nel corso del quale il Maestro è stato accompagnato da comparse assortite, tra cui i conduttori del Festival, Morandi e Papaleo, Pupo, la Canalis.
Dopo un’ introduzione apocalittica e superflua, in particolare in questo momento, il monologo è partito, pronti via, con una stoccata violenta contro i preti, che non svelano il motivo per cui siamo nati e non parlano del paradiso, e certi giornali e riviste cattoliche (Famiglia cristiana e Avvenire), ipocriti, che andrebbero chiusi.
La bomba l’ ha sparata più tardi, con un attacco frontale alla Consulta, che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale. Verso la fine dello spettacolo, dal niente, ha dato del deficiente ad Aldo Grasso, stavolta senza significarne i crimini.
Senza entrare nel merito delle questioni sollevate, giova umilmente ricordare che i sacerdoti in Italia sono circa 30000 (in stabile calo, e qualcosa avrà certamente a che farci, questo continuo sparare nel mucchio contro la categoria sull’altare di una moderna e illuminata generalizzazione), e forse Adriano li conosce tutti e sa che tutti dimenticano di parlare del paradiso.
Basta poi sfogliare un numero qualsiasi dei giornali citati per rendersi conto come le accuse di politicizzazione loro rivolte siano quanto meno fantasiose, assai più pregnante è il messaggio di fede, tolleranza e altruismo che propagano.
La domanda è sempre la stessa: perché?
Risposta: per audience, si sa. Il molleggiato s’era premurato, opportunamente, di far sapere che l’enorme ingaggio sarebbe finito in beneficienza. Ma la stessa audience, forse di più l’avrebbe raccolta semplicemente cantando, il suo mestiere da cinquantacinque anni.
Nelle troppo brevi sezioni dedicate alla musica, Celentano ha riproposto un paio di brani dall’ultimo album, tra cui Facciamo finta che sia vero con la virtuale presenza di Battiato (e infatti il testo è allineato a Povera patria) e qualche old fashioned rock’n’roll.
Ma per un solo, grande momento, Adriano è riuscito a dare l’emozione che ci aspettavamo: è stato durante l’esecuzione di Prisencolinensinainciusol, una genialità di quarant’anni e che sembra sempre scritta l’anno prossimo. E’ stata anche l’unica occasione in cui il volto del Mito è sembrato più disteso, sorridente, quasi. Per il resto, l’espressione è sempre stata austera, grave, oserei dire sofferente, in alcuni punti.
Il succo del discorso, con Celentano, è sempre lo stesso: si sente in dovere di pontificare, criticare, diatribare su cause politico-sociali, insomma esprime opinioni come farebbe l’italiano medio in pantofole sul divano, e uno poi, può essere più o meno d’accordo.
Ma allora a cosa serve che le faccia proprio lui?
Come più o meno d’accordo si può essere circa l’utilità della gag, poco divertente in realtà, con Pupo, Morandi e Papaleo; si potrebbe dire che rientra nei suoi doveri di entertainer, ma qui ci si sarebbe aspettati qualcosa di meglio.
La verità è che ci aveva visto giusto Baccini, che non è uno stupido, vent’anni fa quando ha inciso Nomi e cognomi. Il primo brano del disco, intitolato appunto Adriano Celentano contiene un’esortazione assolutamente condivisibile: «Adriano, perché ti lamenti / è meglio che canti, che parlare alla Rai».

Nella serata di martedì, durante la prima puntata del Festival di Sanremo 2012, lo stesso s’è trasformato, com’era prevedibile, nell’ A.C.Show, un siparietto d’un ora circa con più parole che musica, nel corso del quale il Maestro è stato accompagnato da comparse assortite, tra cui i conduttori del Festival, Morandi e Papaleo, Pupo, la Canalis.
Dopo un’ introduzione apocalittica e superflua, in particolare in questo momento, il monologo è partito, pronti via, con una stoccata violenta contro i preti, che non svelano il motivo per cui siamo nati e non parlano del paradiso, e certi giornali e riviste cattoliche (Famiglia cristiana e Avvenire), ipocriti, che andrebbero chiusi.
La bomba l’ ha sparata più tardi, con un attacco frontale alla Consulta, che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale. Verso la fine dello spettacolo, dal niente, ha dato del deficiente ad Aldo Grasso, stavolta senza significarne i crimini.
Senza entrare nel merito delle questioni sollevate, giova umilmente ricordare che i sacerdoti in Italia sono circa 30000 (in stabile calo, e qualcosa avrà certamente a che farci, questo continuo sparare nel mucchio contro la categoria sull’altare di una moderna e illuminata generalizzazione), e forse Adriano li conosce tutti e sa che tutti dimenticano di parlare del paradiso.
Basta poi sfogliare un numero qualsiasi dei giornali citati per rendersi conto come le accuse di politicizzazione loro rivolte siano quanto meno fantasiose, assai più pregnante è il messaggio di fede, tolleranza e altruismo che propagano.
La domanda è sempre la stessa: perché?
Risposta: per audience, si sa. Il molleggiato s’era premurato, opportunamente, di far sapere che l’enorme ingaggio sarebbe finito in beneficienza. Ma la stessa audience, forse di più l’avrebbe raccolta semplicemente cantando, il suo mestiere da cinquantacinque anni.
Nelle troppo brevi sezioni dedicate alla musica, Celentano ha riproposto un paio di brani dall’ultimo album, tra cui Facciamo finta che sia vero con la virtuale presenza di Battiato (e infatti il testo è allineato a Povera patria) e qualche old fashioned rock’n’roll.
Ma per un solo, grande momento, Adriano è riuscito a dare l’emozione che ci aspettavamo: è stato durante l’esecuzione di Prisencolinensinainciusol, una genialità di quarant’anni e che sembra sempre scritta l’anno prossimo. E’ stata anche l’unica occasione in cui il volto del Mito è sembrato più disteso, sorridente, quasi. Per il resto, l’espressione è sempre stata austera, grave, oserei dire sofferente, in alcuni punti.
Il succo del discorso, con Celentano, è sempre lo stesso: si sente in dovere di pontificare, criticare, diatribare su cause politico-sociali, insomma esprime opinioni come farebbe l’italiano medio in pantofole sul divano, e uno poi, può essere più o meno d’accordo.
Ma allora a cosa serve che le faccia proprio lui?
Come più o meno d’accordo si può essere circa l’utilità della gag, poco divertente in realtà, con Pupo, Morandi e Papaleo; si potrebbe dire che rientra nei suoi doveri di entertainer, ma qui ci si sarebbe aspettati qualcosa di meglio.
La verità è che ci aveva visto giusto Baccini, che non è uno stupido, vent’anni fa quando ha inciso Nomi e cognomi. Il primo brano del disco, intitolato appunto Adriano Celentano contiene un’esortazione assolutamente condivisibile: «Adriano, perché ti lamenti / è meglio che canti, che parlare alla Rai».

PROGRAMMA
Domenica 13 novembre
Gran Teatro Geox ore 21.00
Ryuichi Sakamoto
Ryuichi Sakamoto – piano
Jacques Morelenbaum – violoncello – Vincitore della selezione internazionale violino
Martedì 15 novembre
Gran Teatro Geox ore 20.45
Doppio Concerto THE MANHATTAN TRANSFER Alan Paul Cheryl Bentyne Tim Hauser Janis Siegel
NEW YORK VOICES Damon Meader Lauren Kinhan Peter Eldridge Kim Nazarian
Mercoledì 16 novembre
Hotel Plaza ore 19.00 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 21.00 “NOTTE di NOTE” NICOLA GAETA “Una preghiera tra due bicchieri di gin” edizioni Caratteri Mobili
FRANCESCO SOVILLA “Dare del “lei” al jazz” parole, musica, video
Giovedì 17 novembre
Hotel Plaza ore 18.30 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 23.00 “NOTTE di NOTE” “El porcino organic” Enrico Terragnoli chitarra elettrica Helga Plankesteiner sax baritono e voce Mickie Loesch Hammond e Rodhes Paolo Mappa batteria
Teatro Verdi ore 20.45 – Doppio concerto “MUSICA NUDa” Petra Magoni voce Ferruccio Spinetti contrabbasso
CLAUDIO FASOLI FOUR
Claudio Fasoli saxes Michele Calgaro chitarra Lorenzo Calgaro contrabbasso Gianni Bertoncini batteria Featuring: Glenn Ferris trombone Kyle Gregory tromba
Venerdì 18 novembre
Hotel Plaza ore 18.30 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 23.00 “NOTTE di NOTE” Giovanni Perin 4et Giovanni Perin vibrafono Ludwig Hornmung piano Igor Spallati contrabbasso Tilo Weber batteria
Sabato 19 novembre
Hotel Plaza ore 18.30 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 23.00 “NOTTE di NOTE” MARKELIAN KAPEDANI TRIO Yuri Goloubev contrabbasso Markelian Kapedani pianoforte Asaf Sirkis batteria
Teatro Verdi ore 20.45 – Doppio concerto Dida Dida Pelled voce, chitarra Fabio Morgera tromba Emiliano Pintori organo Hammond Walter Paoli batteria
BENNY GOLSON 4et Benny Golson sax tenore Fritz Pauer pianoforte Gilles Naturel contrabbasso Douglas Sides batteria
Domenica 20 novembre
Gran Teatro Geox ore 21.00 Christopher Cross
EVENTI SPECIALI
18/19/20 novembre Hotel Plaza LORENZO SCALDAFERRO & PHOCUS AGENCY presentano “JAZZ & FOTO WORKSHOP” Seminario teorico-pratico su jazz e fotografia aperto a tutti. www.phocusagency.com
Venerdi 18 dalle 15 alle 18, sabato 19 dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, domenica 20 dalle 10 alle 12 Per info e prenotazioni: www.looo.it/padovajazz.html
Dal 12 al 30 novembre Hotel Plaza MICHELE GIOTTO presenta “IL RESPIRO DEL JAZZ” Mostra Fotografica Inaugurazione: sabato 12 novembre, ore 18.30.
Dal 14 al 19 novembre JAZZ AT BAR Ogni sera musica dal vivo nei bar e ristoranti della città: Cafè Tinto, Ristorante Pane Vino e San Daniele, BAR Caffè Diemme, Ristorante Il Calandrino, Box Restaurant Caffè, Risorta Osteria del ReFosco, Trattoria Isoletta

PROGRAMMA
Domenica 13 novembre
Gran Teatro Geox ore 21.00
Ryuichi Sakamoto
Ryuichi Sakamoto – piano
Jacques Morelenbaum – violoncello – Vincitore della selezione internazionale violino
Martedì 15 novembre
Gran Teatro Geox ore 20.45
Doppio Concerto THE MANHATTAN TRANSFER Alan Paul Cheryl Bentyne Tim Hauser Janis Siegel
NEW YORK VOICES Damon Meader Lauren Kinhan Peter Eldridge Kim Nazarian
Mercoledì 16 novembre
Hotel Plaza ore 19.00 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 21.00 “NOTTE di NOTE” NICOLA GAETA “Una preghiera tra due bicchieri di gin” edizioni Caratteri Mobili
FRANCESCO SOVILLA “Dare del “lei” al jazz” parole, musica, video
Giovedì 17 novembre
Hotel Plaza ore 18.30 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 23.00 “NOTTE di NOTE” “El porcino organic” Enrico Terragnoli chitarra elettrica Helga Plankesteiner sax baritono e voce Mickie Loesch Hammond e Rodhes Paolo Mappa batteria
Teatro Verdi ore 20.45 – Doppio concerto “MUSICA NUDa” Petra Magoni voce Ferruccio Spinetti contrabbasso
CLAUDIO FASOLI FOUR
Claudio Fasoli saxes Michele Calgaro chitarra Lorenzo Calgaro contrabbasso Gianni Bertoncini batteria Featuring: Glenn Ferris trombone Kyle Gregory tromba
Venerdì 18 novembre
Hotel Plaza ore 18.30 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 23.00 “NOTTE di NOTE” Giovanni Perin 4et Giovanni Perin vibrafono Ludwig Hornmung piano Igor Spallati contrabbasso Tilo Weber batteria
Sabato 19 novembre
Hotel Plaza ore 18.30 “APERITIVO IN JAZZ”
ore 23.00 “NOTTE di NOTE” MARKELIAN KAPEDANI TRIO Yuri Goloubev contrabbasso Markelian Kapedani pianoforte Asaf Sirkis batteria
Teatro Verdi ore 20.45 – Doppio concerto Dida Dida Pelled voce, chitarra Fabio Morgera tromba Emiliano Pintori organo Hammond Walter Paoli batteria
BENNY GOLSON 4et Benny Golson sax tenore Fritz Pauer pianoforte Gilles Naturel contrabbasso Douglas Sides batteria
Domenica 20 novembre
Gran Teatro Geox ore 21.00 Christopher Cross
EVENTI SPECIALI
18/19/20 novembre Hotel Plaza LORENZO SCALDAFERRO & PHOCUS AGENCY presentano “JAZZ & FOTO WORKSHOP” Seminario teorico-pratico su jazz e fotografia aperto a tutti. www.phocusagency.com
Venerdi 18 dalle 15 alle 18, sabato 19 dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, domenica 20 dalle 10 alle 12 Per info e prenotazioni: www.looo.it/padovajazz.html
Dal 12 al 30 novembre Hotel Plaza MICHELE GIOTTO presenta “IL RESPIRO DEL JAZZ” Mostra Fotografica Inaugurazione: sabato 12 novembre, ore 18.30.
Dal 14 al 19 novembre JAZZ AT BAR Ogni sera musica dal vivo nei bar e ristoranti della città: Cafè Tinto, Ristorante Pane Vino e San Daniele, BAR Caffè Diemme, Ristorante Il Calandrino, Box Restaurant Caffè, Risorta Osteria del ReFosco, Trattoria Isoletta

Giunto alla 14ma edizione, il festival è organizzato dal Comune di Magenta, in collaborazione con la Maxentia Big Band che ne cura la direzione artistica. Da quest’anno è inserito nel circuito ‘Il ritmo delle città’.
PROGRAMMA

Giunto alla 14ma edizione, il festival è organizzato dal Comune di Magenta, in collaborazione con la Maxentia Big Band che ne cura la direzione artistica. Da quest’anno è inserito nel circuito ‘Il ritmo delle città’.
PROGRAMMA