Tag: Melo di Gallarate

  • BORDER QUARTET alla rassegna Jazz’Appeal di Gallarate

    BORDER QUARTET alla rassegna Jazz’Appeal di Gallarate

    Dopo il grande successo del concerto natalizio, che ha inaugurato la stagione 2013/2014, la rassegna Jazz’Appeal, giunta alla sua tredicesima edizione, prosegue venerdì 17 gennaio, alle ore 21.30 (apertura biglietteria ore 21.00), presso la Sala Planet Soul, in via Magenta 3 a Gallarate (VA), con il BORDER QUARTET: Marco Bianchi al vibrafono, Danilo Moccia al trombone, Stefano Dall’Ora al contrabbasso, Silvano Borzacchiello alla batteria.

     

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  • ‘S Wonderful Quartet // Il Melo di Gallarate

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  • Manomanouche // Il Melo di Gallarate

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  • All Stars Quartet // Il Melo di Gallarate

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  • 4 Ways Quartet // Il Melo di Gallarate

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  • Jazz At The Apple Tree // Melo di Gallarate

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  • Jazz At The Apple Tree // Castelli, Invernizzi, Milanese e Marson al Melo di Gallarate

    Jazz At The Apple Tree // Castelli, Invernizzi, Milanese e Marson al Melo di Gallarate

    Fiorenzo Pellegatta

    Quel mezzo secolo di mestiere ed arte, moltiplicato per il numero dei componenti della band sul palcoscenico, martedì 26 febbraio riempiva l’atmosfera della sala Planet Soul del Melo come poche altre volte in passato, dacché ho la fortuna di frequentare la pregiata rassegna Jazz’Appeal.

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  • Five for apple live @ Il Melo

    Five for apple live @ Il Melo

    Alvaro Belloni

    A volte, assistendo a certi concerti, ho l’idea di trovarmi davanti alla perfezione, sebbene sia opinione comune che tale stato non appartenga a questo mondo. Così andavo ragionando la sera del 18 Dicembre u.s., circa le doti rare dispiegate dai musicisti nel locale e tante altre virtù e felici risultati che hanno fatto di quel concerto un evento memorabile.

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  • Evergreen Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    Evergreen Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    EVERGREEN JAZZ TRIO

     

    www.myspace.com/evergreenjazztrio

    Luogo: Melo, Gallarate (VA)
    Data: novembre 2012
    Voto: 8,5

    Carlo Uboldi – pianoforte

    Antonio Cervellino – contrabbasso

    Marco Caputo – batteria

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    Quando il pubblico è raccolto dietro ai tavolini di un club si crea, con i musicisti, un rapporto intimo, colloquiale, che fa la differenza durante l’esperienza di un concerto jazz. Specialmente se il leader della formazione, dotato di uno spiccato senso dell’ironai, sa venare un’impeccabile performance con momenti ilari e giocosi.

    L’Evergreen Trio affida il debutto sulla ribalta del Melo di Gallarate alle note del pianoforte di Carlo Uboldi: la tastiera è perpendicolare alla linea della platea, il contrabbasso dietro la sua mano sinistra e batteria alle sue spalle. «E’ un omaggio ad Oscar Peterson – svela Uboldi ai meno preparati – perchè è tra i miei musicisti favoriti, e questo assetto mi permette un’immersione totale nel suono della band senza bisogno di spie».

    La serata si dipana tra strandard jazz, primo amore della formazione (cui inoltre si deve il nome Evergreen) e brani tratti dal loro recente album The Key of Swing (leggi recensione). Ecco quindi Autumn Leaves: sfoderata come apertura svela fin dall’inizio un’intesa eccezionale tra i componenti del trio, che improvvisano con una logica che appare naturale. Dopo la chiusura latin le note del contrabbasso di Cervellino introducono il brano di sua composizione Dorian Blues: un lungo intro, e poi alle note accarezzate del contrabasso si accosta il battito delicato delle spazzole di Caputo: tutto è pronto per l’ingresso di Uboldi che può spaziare su un pedale ostinato fino a che il brano don si tramuta a tutti gli effetti nello swing bluseggiante cui deve il nome.

    E’ quindi la volta della struggente I’m Waiting For My Love, a firma Uboldi: senza cordiera del rullante, i battenti di Caputo creano un’emosfera cupa, sottolineata dal giro di contrabbasso cui è affidato il primo solo del brano (con qualche problema di accordatura, camuffato tuttavia brillantemente dal Cervellino). L’omaggio ad Oscar Peterson continua con un altro brano di Uboldi, The Key of Swing, tutto shuffle e carnalità, prima che Estate (Bruno Martino) chiuda la prima parte dello spettacolo.

    La ripresa vede sul palco solo batteria e contrabbasso impegnati nell’atipico Bass & Brushes (Uboldi) seguita da Things Ain’t What They Used to Be, dedicata dall’Evergreen Trio ad Alvaro Belloni, direttore artistico della rassegna.Quindi è la volta del piano solo per la bellissima Over the Rainbow, prima che altri due brani originali chiudano la serata. Scoglitti Time di Uboldi, scanzonato e giocoso, con inserti latin, trasmette tutta la spensieratezza di una vacanza al mare; quindi Minio, di Antonio Cervellino, dopo una lunga introduzione segnata dall’archetto sul contrabbasso, lascia il posto una una ballata inframezzata da improvvisi cambi di tempo.

    Richiamati sul palco, i musicisti concedono il bis rituale ad un pubblico del Melo che, inizialmente un po’ scettico, ha saputo riconoscere nell’Evergren Trio una piacevole novità.

  • Evergreen Jazz Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    Evergreen Jazz Trio // Concerto al Melo – Gallarate

    Fiorenzo Pellegatta

    Carlo Uboldi – pianoforte / Antonio Cervellino – contrabbasso / Marco Caputo – batteria

    Quando il pubblico è raccolto dietro ai tavolini di un club si crea, con i musicisti, un rapporto intimo, colloquiale, che fa la differenza durante l’esperienza di un concerto jazz. Specialmente se il leader della formazione, dotato di uno spiccato senso dello humor, sa venare un’impeccabile performance con momenti ilari e giocosi.

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