Autore: Alfonso Gariboldi

  • Limiti di dignità

    Limiti di dignità

    Sono sette anni che David Bowie non emette novità discografiche. Non che in questo lasso di tempo non abbia dato notizia di sé: ha pubblicato compilations, partecipato a collaborazioni anche illustri, ha sbancato (gennaio 2010) il web con il live relativo al “Reality Tour” e soprattutto ha avuto problemi di salute molto seri, sei anni fa, pare totalmente superati. Ma dischi nuovi, nisba. L’ultimo, “Reality”, appunto, era opera matura ed intrigante, e nulla lasciava presagire che il successore si sarebbe tanto fatto aspettare. Ma ci sarà un successore? Il Duca ha compiuto 63 anni da sei mesi, un età oggi risibile per chi fa musica.

    Ringo ha appena festeggiato i 70 con mega party e mega live. L’amico Paul ne conta 68, Mick e l’altra pietra simbolo Keith Richards raggiungono quest’anno i 67 e potremmo proseguire a iosa. E se l’artista londinese si fosse accorto di non aver più nulla d’ importante da dire per cui sbattersi ad incidere nuovo materiale? Si può anche ampliare e deformare il discorso in questo senso. Quando è bene che un musicista appenda microfono e strumenti al chiodo? Credo sia giusto che non vengano posti limiti particolari, a livello di incisioni discografiche, se sinceramente l’artista ritiene di dover esprimere qualcosa e non per riempire a caso, ma remunerativamente, un compiaciuto ammasso di vinile. A livello di esibizioni dal vivo, io credo che invece un freno vada posto. E’ giusto, che i palcoscenici del rock mondiale (Italia inclusa) siano calpestati da ragazzi irresistibili con carriere cinquantennali ed oltre? Le personalità che ho citato prima e gli altri miti del rock over-60 e 70 non hanno più bisogno, credo, di consumare ore in palestra e barili di tinta per capelli e scimmiottare se stessi sopra un palco.

    Purtroppo è esattamente ciò che si continua a vedere per televisione e dal vivo. Dicano quel che han da dire, se ce l’hanno, con le produzioni da studio, ma non mi si venga a fare un discorso di soldi e lascino i palchi ai giovani, o quanto meno agli adulti. Tornando al duca, se Bowie è in pausa, oppure non inciderà più, per vena esaurita, tanto di cappello. Pensione meritata.

    Alfonso Gariboldi

  • Amurdur – Live in Milan

    Amurdur – Live in Milan

    Alberto Astorri, Simone Ricciardi, Paola Tintinelli

    Luogo: Teatro Filodrammatici, Milano
    Data: 19 gennaio 2010
    Evento: Tournee 2010
    Voto: 8

    E’ riduttivo parlare di presentazione, di reading, di spettacolo multidisciplinare; la densità evocativa che ha pervaso il palcoscenico del Palketto Stage lunedì 30 maggio sarà anche nata da uno sforzo intellettuale, ma, quando la platea viene coinvolta in quel modo, è perchè la mente riesce a volare altrove.

    Laura Pariani vuole dare un assaggio del suo Milano è una selva oscura, libro entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello 2010, e vuole anche che il boccone sia succulento, vuole la suggestione come ingrediente imprescindibile. E’ così che la storia del suo protagnista, il Dante, passa attraverso le pagine lette dalla stessa autrice, intercalate da alcuni altissimi momenti musicali ad opera de Le Malecorde cui fanno da sfondo una serie immagini in movimento, 13 video ideati da Laura Pariani, Greta Rosso e Nicola Fantini.

    La lettura ha quindi inizio: sulle parole di Milano è una selva oscura i musicisti entrano in scena con discrezione, uno alla volta, e prendono posto accanto ai loro strumenti per il primo contrappunto al testo di Laura Pariani. La Milano del 1969 più che uno sfondo per le vicessitudini di Dante, ex libraio divenuto barbone, e dei personaggi che lo accompagnano nella solutudine della selva in cui si muove, è un personaggio a tutti gli effetti, vivo e presente, con un cuore che pulsa.

    Per la seconda lettura la parola è affidata allo stesso Dante, sotto forma di burattino con le sembianze del poeta fiorentino. Sono una trentina in tutto i personaggi evocati in questo modo, una trentina di marionette realizzate sulla base di disegni di Laura Pariani, diventati protagonisti dei video in proiezione durante la serata.

    Ineccepibili Le Malecorde continuano con un adattamento musicale della poesia dialettale di Carlo Porta, passando dai classici della scena milanese anni ’70 per planare con disinvoltura su un arrangiamento violino e chitrra di Wonderful World. Alcune perle come La ballata del Cerruti di Giorgio Gaber e l’Armando di Enzo Jannacci lasciano un senso di soddisfazione quasi fisica tra il pubblico, che non può in alcun modo opporsi all’effetto trascinate della musica. Il momento culmina con una reazione entusiastica sulle note finali di Ho visto un re, durante la quale la stessa autrice del romanzo, apparentemente imperturbabile anche nel fluire partecipato delle sue parole, si lascia trascinare euforicamente dalla grandiosa intrpretazione de Le Malecorde.

    Gioco riuscito, connubio emozionante. Non resta ora che immergersi nella lettura del libro Milano è una selva oscura, certi che le aspettative non potranno essere in alcun modo tradite.

    Sito ufficiale di Laura Pariani: www.omegna.net/pariani

    Le Malecorde sono:

    Giovanni Battaglino: voce, chitarra acustica, basso Matteo Bagnasco: voce, chitarra classica, basso Valeria Benigni: voce Simone Rossetti Bazzaro: violino Paolo Mottura: basso, chitarra acustica e classica Lucia Battaglino: voce, flauto, percussioni Emilio Berné: batteria

    Sito ufficiale de Le Malecorde: www.malecorde.it

  • Amurdur – Live in Milan

    Amurdur – Live in Milan

    Alberto Astorri, Simone Ricciardi, Paola Tintinelli

    Luogo: Teatro Filodrammatici, Milano
    Data: 19 gennaio 2010
    Evento: Tournee 2010
    Voto: 8

    E’ riduttivo parlare di presentazione, di reading, di spettacolo multidisciplinare; la densità evocativa che ha pervaso il palcoscenico del Palketto Stage lunedì 30 maggio sarà anche nata da uno sforzo intellettuale, ma, quando la platea viene coinvolta in quel modo, è perchè la mente riesce a volare altrove.

    Laura Pariani vuole dare un assaggio del suo Milano è una selva oscura, libro entrato nella cinquina dei finalisti del Premio Campiello 2010, e vuole anche che il boccone sia succulento, vuole la suggestione come ingrediente imprescindibile. E’ così che la storia del suo protagnista, il Dante, passa attraverso le pagine lette dalla stessa autrice, intercalate da alcuni altissimi momenti musicali ad opera de Le Malecorde cui fanno da sfondo una serie immagini in movimento, 13 video ideati da Laura Pariani, Greta Rosso e Nicola Fantini.

    La lettura ha quindi inizio: sulle parole di Milano è una selva oscura i musicisti entrano in scena con discrezione, uno alla volta, e prendono posto accanto ai loro strumenti per il primo contrappunto al testo di Laura Pariani. La Milano del 1969 più che uno sfondo per le vicessitudini di Dante, ex libraio divenuto barbone, e dei personaggi che lo accompagnano nella solutudine della selva in cui si muove, è un personaggio a tutti gli effetti, vivo e presente, con un cuore che pulsa.

    Per la seconda lettura la parola è affidata allo stesso Dante, sotto forma di burattino con le sembianze del poeta fiorentino. Sono una trentina in tutto i personaggi evocati in questo modo, una trentina di marionette realizzate sulla base di disegni di Laura Pariani, diventati protagonisti dei video in proiezione durante la serata.

    Ineccepibili Le Malecorde continuano con un adattamento musicale della poesia dialettale di Carlo Porta, passando dai classici della scena milanese anni ’70 per planare con disinvoltura su un arrangiamento violino e chitrra di Wonderful World. Alcune perle come La ballata del Cerruti di Giorgio Gaber e l’Armando di Enzo Jannacci lasciano un senso di soddisfazione quasi fisica tra il pubblico, che non può in alcun modo opporsi all’effetto trascinate della musica. Il momento culmina con una reazione entusiastica sulle note finali di Ho visto un re, durante la quale la stessa autrice del romanzo, apparentemente imperturbabile anche nel fluire partecipato delle sue parole, si lascia trascinare euforicamente dalla grandiosa intrpretazione de Le Malecorde.

    Gioco riuscito, connubio emozionante. Non resta ora che immergersi nella lettura del libro Milano è una selva oscura, certi che le aspettative non potranno essere in alcun modo tradite.

    Sito ufficiale di Laura Pariani: www.omegna.net/pariani

    Le Malecorde sono:

    Giovanni Battaglino: voce, chitarra acustica, basso Matteo Bagnasco: voce, chitarra classica, basso Valeria Benigni: voce Simone Rossetti Bazzaro: violino Paolo Mottura: basso, chitarra acustica e classica Lucia Battaglino: voce, flauto, percussioni Emilio Berné: batteria

    Sito ufficiale de Le Malecorde: www.malecorde.it

  • The Di Maggio Connection live @ Rockantina Inveruno

    The Di Maggio Connection live @ Rockantina Inveruno

    Inveruno è rockabilly

    THE DI MAGGIO CONNECTION

    www.myspace.com/thedimaggioconnection

    Luogo: Il Torchio, Inveruno (MI)
    Data: 17 luglio 2009
    Evento: Rockantina 2009
    Voto: 7

    La serata di venerdì 17 luglio di Rockantina a Inveruno è stata impreziosita dall’esibizione di una straordinaria band toscana, la Di Maggio Connection. In oltre due ore di spettacolo e sotto il crescente consenso di una folta cornice di pubblico, il trio governato da Marco di Maggio ha incantato con le sue avvolgenti atmosfere rockabilly, efficacemente contaminate da flussi di swing, ska e buon vecchio r’n’r.

    Forti di una carriera che li vede protagonisti della scena italiana e non da oltre dieci anni, i tre dominano fin dall’inizio il palco in scioltezza sciorinando un repertorio che comprende molti brani originali, composti dallo stesso Di Maggio, particolarmente tratti dal recente disco The Route Of Life. L’ascolto di queste canzoni permette subito di rendersi conto della tecnica raffinata dei tre, la potenza e la precisione del contrabbassista Matteo Giannetti e la snella inventiva del batterista Marco Bersanti unite alla versatilità del leader creano un cocktail davvero esplosivo. La prima parte del live è dominata da questi pezzi, tra cui i più vivaci ed apprezzati sono certamente Easy For You e All By Myself, (non l’hit di Eric Carmen…),dilungata ed arricchita da sonorità al limite del prog. Le proprietà tecniche del chitarrista sono impressionanti, e giustificati appaiono i numerosi riconoscimenti internazionali che di Maggio può vantare. Col procedere del concerto la band tiene saldamente in mano il pubblico, che si accalca sotto lo stage. Ad un certo momento ho chiuso gli occhi, ho spalancato le orecchie e mi son trovato in pieno Stray- cats boom, oltre vent’anni fa…

    E’ il momento buono per conquistare definitivamente l’audience, ed i tre ci riescono con un collaudato repertorio di cover illustri, che constano di rielaborazioni in chiave del tutto personale ed originale di una gamma di artisti che va da Chet Baker a Brian Setzer. Tra di esse, notevoli le versioni di Every Breath You Take e Don’t Let Me Be Misunderstood. I consensi fioccano, la gente inizia a ballare al ritmo di un’inattesa Twenty Flight Rock. I musicisti, completamente a loro agio, non perdono occasione per dare spazio a qualche simpatica gag, con il contrabbassista nelle vesti di mattatore e showman, mentre di Maggio rifiata e riaccorda. Altro che venerdì 17, una serata totalmente riuscita ed un successo completo e meritato. Vi consiglio di sbirciare il sito web o my space per le prossime date della band ed ovviamente di correre ad ascoltarli.

  • The Di Maggio Connection live @ Rockantina Inveruno

    The Di Maggio Connection live @ Rockantina Inveruno

    Inveruno è rockabilly

    THE DI MAGGIO CONNECTION

    www.myspace.com/thedimaggioconnection

    Luogo: Il Torchio, Inveruno (MI)
    Data: 17 luglio 2009
    Evento: Rockantina 2009
    Voto: 7

    La serata di venerdì 17 luglio di Rockantina a Inveruno è stata impreziosita dall’esibizione di una straordinaria band toscana, la Di Maggio Connection. In oltre due ore di spettacolo e sotto il crescente consenso di una folta cornice di pubblico, il trio governato da Marco di Maggio ha incantato con le sue avvolgenti atmosfere rockabilly, efficacemente contaminate da flussi di swing, ska e buon vecchio r’n’r.

    Forti di una carriera che li vede protagonisti della scena italiana e non da oltre dieci anni, i tre dominano fin dall’inizio il palco in scioltezza sciorinando un repertorio che comprende molti brani originali, composti dallo stesso Di Maggio, particolarmente tratti dal recente disco The Route Of Life. L’ascolto di queste canzoni permette subito di rendersi conto della tecnica raffinata dei tre, la potenza e la precisione del contrabbassista Matteo Giannetti e la snella inventiva del batterista Marco Bersanti unite alla versatilità del leader creano un cocktail davvero esplosivo. La prima parte del live è dominata da questi pezzi, tra cui i più vivaci ed apprezzati sono certamente Easy For You e All By Myself, (non l’hit di Eric Carmen…),dilungata ed arricchita da sonorità al limite del prog. Le proprietà tecniche del chitarrista sono impressionanti, e giustificati appaiono i numerosi riconoscimenti internazionali che di Maggio può vantare. Col procedere del concerto la band tiene saldamente in mano il pubblico, che si accalca sotto lo stage. Ad un certo momento ho chiuso gli occhi, ho spalancato le orecchie e mi son trovato in pieno Stray- cats boom, oltre vent’anni fa…

    E’ il momento buono per conquistare definitivamente l’audience, ed i tre ci riescono con un collaudato repertorio di cover illustri, che constano di rielaborazioni in chiave del tutto personale ed originale di una gamma di artisti che va da Chet Baker a Brian Setzer. Tra di esse, notevoli le versioni di Every Breath You Take e Don’t Let Me Be Misunderstood. I consensi fioccano, la gente inizia a ballare al ritmo di un’inattesa Twenty Flight Rock. I musicisti, completamente a loro agio, non perdono occasione per dare spazio a qualche simpatica gag, con il contrabbassista nelle vesti di mattatore e showman, mentre di Maggio rifiata e riaccorda. Altro che venerdì 17, una serata totalmente riuscita ed un successo completo e meritato. Vi consiglio di sbirciare il sito web o my space per le prossime date della band ed ovviamente di correre ad ascoltarli.