Autore: Alfonso Gariboldi

  • Eye in the sky // Alan Parson’s Project

    Eye in the sky // Alan Parson’s Project

    Uno dei migliori album dell’ìntera produzione del duo, se non il migliore in assoluto, e certamente una delle opere più significative del decennio, grazie alla varietà di espressioni, toni e poetiche in essa espressi.

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  • To The Faithful Departed // Cranberries

    To The Faithful Departed // Cranberries

    L’ascolto di To The Faithful Departed, terza prova degli irlandesi Cranberries, evidenzia il tentativo della band di crescere, emotivamente ed a livello di contenuti, rispetto a quanto mostrato in passato. Ricorrendo a tal proposito a tematiche scottanti, testi forti ed immagini fortemente evocative.

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  • Kid A // Radiohead

    Kid A // Radiohead

    Dovendo affrontare lo spinoso problema di dare un seguito adeguato al pluripremiato Ok Computer, ci vollero tre anni perché i ragazzi dell’Oxfordshire dessero alle stampe la loro nuova fatica discografica.

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  • A Night At The Opera // Queen

    A Night At The Opera // Queen

    L’indiscusso capolavoro e l’album che impone definitivamente il gruppo alla ribalta mondiale. I Queen completano con A Night At The Opera il passaggio graduale dalla formula vincente hard’n’glam ad un rock a 360°, nel quale le abilità e la versatilità dei singoli componenti vengono esaltati alla massima potenza.

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  • Il pianoforte non è il mio forte // Frencesco Baccini

    Ragazzi, questo disco è bellissimo, è triste e divertente, spensierato e profondo, e quel che è meglio, irradia una gamma di emozioni multicolori che vi coinvolgeranno dall’inizio alla fine. Ma andiamo per ordine. La seconda prova del genovese Baccini è datata 1990. Melodicamente parlando, anche quest’opera è dominata dal pianoforte del cantautore, in evidente crescita rispetto all’album d’esordio, particolarmente nella title-track, ove il ragazzo salta con disinvoltura dallo swing del cantato alla tessitura barocca del break strumentale, e l’accelerazione apportata mentre il brano va a sfumare è davvero un bel sentire.

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  • Back To The Egg // Wings

    Back To The Egg // Wings

    Con Back To The Egg, l’ultimo disco accreditato agli Wings, l’idea di fondo era (titolo docet) il ritorno all’uovo (= alla base = al rock), dopo la parentesi soft di London Town dell’anno precedente. Ed in effetti il materiale è costituito per larga parte da brani energici e grintosi, vitali quanto basta per mantenere la promessa. So Glad To See You Here, Getting Closer To You e l’eccellente contributo di Denny Laine, Again And Again And Again ne sono I più brillanti esempi.

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  • Out Of Time // R.E.M.

    Out Of Time // R.E.M.

    Giusto al compimento del decimo anno di carriera, ecco spalancarsi per il quartetto giorgiano le porte, finora pesanti e chiuse a tripla mandata, del consenso mondiale. E’ un peccato che tale momento storico sia immortalato dall’album più debole della loro storia fino a quel momento (ci sarà qualcosa di peggio molti anni dopo), che però ha il pregio di contenere il manifesto-REM per eccellenza ed il brano con cui ancora oggi diciotto anni dopo, l’ascoltatore medio (leggi = poco competente), identifica i quattro di Athens, ossia Losing My Religion.

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  • Earthling // David Bowie

    Earthling // David Bowie

    Chiariamo subito un punto. I puristi del suono interamente “suonato”, gli estremisti dello strumentismo, non ascoltino quest’opera. Siamo di fronte infatti ad una nuova fase del Bowie post-ottanta, e stavolta la scommessa è pesante: ricavare un prodotto ascoltabile, o addirittura di valore, utilizzando produzioni ed arrangiamenti pesantemente elettronici, uno stile sostanzialmente predecessore dell’attuale drum’n’bass.

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  • Bollicine // Vasco Rossi

    Bollicine // Vasco Rossi

    Quali possono essere le ragioni di un disco tanto mediocre, specie in considerazione della brillante prova realizzata giusto un anno prima (Vado al massimo)? Scadimento di forma o appagamento da raggiunto status di rock star? Ogni ipotesi è possibile. La cosa che maggiormente salta all’orecchio è la scarsità nell’album di pezzi rock davvero validi, il che per il cantautore di Zocca ha dell’incredibile.

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  • Disintegration // Cure

    Disintegration // Cure

    Deluso dai critici, che non lo capivano. Preoccupato per l’incombere dei 30 anni, la “middle-age” della rock star di successo. Infestato dalla depressione, che combatteva a colpi di LSD, il signor Smith riesce a chiudere i pericolosi ’80 con un colpo di genio, ossia l’ottavo disco dei Cure, Disintegration.

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