Tag: jazz

  • Immagini intorno a un pentagramma

    Immagini intorno a un pentagramma

    3 DICEMBRE 2010  |  ORE 21.00

    Viaggio attraverso le immagini di FIORENZO PELLEGATTA dal bianco e nero al colore: una splendida raccolta di fotografie jazz da ascoltare con gli occhi.

     

    Dalle ore 22.00 si esibirà il CARLO UBOLDI TRIO

    carlo Uboldi (piano)
    Yuri Goloubev (contrabbasso)
    Marco Caputo (batteria)

    a seguire jam session

     

    ingresso libero

    VILLA MONTEVECCHIO – Via Cinque Giornate, 6 – Samarate (VA)


     

  • Jazz’Appeal 200 – Università del Melo

    Jazz’Appeal 200 – Università del Melo

    MARTEDÌ dalle 21.00 alle 24.00 in SALA PLANET SOUL

    La rassegna jazzistica, giunta alla sua undicesima edizione, offre con le sue proposte artistiche di altissima qualità, un grande spettacolo dal vivo sul palco del Planet Soul. Gli artisti più prestigiosi del panorama nazionale e internazionale si alternano dando vita ad un percorso cultural-musicale rivolto ad un pubblico appassionato ed esigente.

     

     

     

     

    Programma 2010

    12 OTTOBRE
    FREEJANGO

    LUCA CAMPIONI, violino
    RICCARDO BIANCHI, chitarra
    MARCO RICCI, contrabbasso
    TOMMY BRADASCIO, batteria

    26 OTTOBRE
    YURI GOLOUBEV – JUST MUSIC

    YURI GOLOUBEV, contrabbasso
    ROBERTO OLZER, pianoforte
    FABRIZIO SPADEA, chitarra

    9 NOVEMBRE
    DINO RUBINO trio

    DINO RUBINO, pianoforte
    PAOLINO DALLA PORTA, contrabbasso
    STEFANO BAGNOLI, batteria

    23 NOVEMBRE
    CLAUDIO CAPURRO quartet

    CLAUDIO CAPURRO, sax
    MASSIMO CURRO’, chitarra
    LORENZO SANDI, contrabbasso
    MATTEO OTTONELLO, batteria

    14 DICEMBRE
    ’S WONDERFUL quartet

    LARA IACOVINI, voce
    RICCARDO FIORAVANTI, contrabbasso
    ANDREA DULBECCO, vibrafono
    FRANCESCO D’AURIA, percussioni

     


     

     

  • Immagini intorno a un pentagramma

    Immagini intorno a un pentagramma

    3 DICEMBRE 2010  |  ORE 21.00

    Viaggio attraverso le immagini di FIORENZO PELLEGATTA dal bianco e nero al colore: una splendida raccolta di fotografie jazz da ascoltare con gli occhi.

     

    Dalle ore 22.00 si esibirà il CARLO UBOLDI TRIO

    carlo Uboldi (piano)
    Yuri Goloubev (contrabbasso)
    Marco Caputo (batteria)

    a seguire jam session

     

    ingresso libero

    VILLA MONTEVECCHIO – Via Cinque Giornate, 6 – Samarate (VA)


     

  • La lezione di D’Andrea

    La lezione di D’Andrea

    FRANCO D’ANDREA

    www.francodandrea.com

    Luogo: Auditorium Cianfarani, Chieti
    Data: 25 settembre 2010
    Evento: Chieti in Jazz 2010
    Voto: 7

    Chieti in Jazz 2010 riceve la sua consacrazione sull’altare spoglio dell’Auditorium Cianfarani: non servono fronzoli a Franco D’Andrea, tantomeno ne ha bisogno il suo selezionato pubblico. Austero e solitario come il pianoforte a coda che lo attende sulla ribalta, il canuto pianista si presenta alla platea semplicemente entrando nel vivo della musica: nel gioco di rincorse tra polpastrelli e palmi di mano non risparmia nemmeno un’ottava della tastiera, alternando ai cambi di ritmo il ritorno dei temi.

    Round Midnight è solo una tappa del viaggio attraverso il repertorio di Monk, Evans, Ellington, alternato a composizioni originali del performer che sembra voler rendere al pubblico, in poco più di un’ora di sola musica, la sua articolata definizione del termine “jazz”. Il tempo di ringraziare con un frettoloso inchino e D’Andrea è di nuovo alla sua postazione. L’accostamento insistente di alti e bassi cercati agli estremi della tastiera crea una particolare drammaticità, una conversazione tra i personaggi di una racconto da cui affiorano, di tanto in tanto, citazioni di standards.

    Prima della rituale uscita di scena finale e successivo rientro tra gli applausi c’è tempo ancora per un paio di brani: un accompagnamento ostinato regge solidamente cinque buoni minuti di pura e virtuosa improvvisazione, mentre la chiusura è affidata ad un’altra composizione a firma D’Andrea.
    L’atteggiamento pacato non cambia durante i bis: l’apparente timidezza di uno cortese signore d’antan che fatica a raccogliere gli applausi cela un’ostentata consapevolezza di chi sa di non dovere spiegazioni. Un’ultima planata tra i classici non manca di sfiorare il Gershwin di I Got Rhythm prima che D’Andrea si congedi da un pubblico appagato da un ascolto tanto impegnativo quanto memorabile.

  • La lezione di D’Andrea

    La lezione di D’Andrea

    FRANCO D’ANDREA

    www.francodandrea.com

    Luogo: Auditorium Cianfarani, Chieti
    Data: 25 settembre 2010
    Evento: Chieti in Jazz 2010
    Voto: 7

    Chieti in Jazz 2010 riceve la sua consacrazione sull’altare spoglio dell’Auditorium Cianfarani: non servono fronzoli a Franco D’Andrea, tantomeno ne ha bisogno il suo selezionato pubblico. Austero e solitario come il pianoforte a coda che lo attende sulla ribalta, il canuto pianista si presenta alla platea semplicemente entrando nel vivo della musica: nel gioco di rincorse tra polpastrelli e palmi di mano non risparmia nemmeno un’ottava della tastiera, alternando ai cambi di ritmo il ritorno dei temi.

    Round Midnight è solo una tappa del viaggio attraverso il repertorio di Monk, Evans, Ellington, alternato a composizioni originali del performer che sembra voler rendere al pubblico, in poco più di un’ora di sola musica, la sua articolata definizione del termine “jazz”. Il tempo di ringraziare con un frettoloso inchino e D’Andrea è di nuovo alla sua postazione. L’accostamento insistente di alti e bassi cercati agli estremi della tastiera crea una particolare drammaticità, una conversazione tra i personaggi di una racconto da cui affiorano, di tanto in tanto, citazioni di standards.

    Prima della rituale uscita di scena finale e successivo rientro tra gli applausi c’è tempo ancora per un paio di brani: un accompagnamento ostinato regge solidamente cinque buoni minuti di pura e virtuosa improvvisazione, mentre la chiusura è affidata ad un’altra composizione a firma D’Andrea.
    L’atteggiamento pacato non cambia durante i bis: l’apparente timidezza di uno cortese signore d’antan che fatica a raccogliere gli applausi cela un’ostentata consapevolezza di chi sa di non dovere spiegazioni. Un’ultima planata tra i classici non manca di sfiorare il Gershwin di I Got Rhythm prima che D’Andrea si congedi da un pubblico appagato da un ascolto tanto impegnativo quanto memorabile.