Accade a volte che le idee giuste si uniscano al buon gusto, che la classe faccia il paio con la professionalità e che da un progetto in cui si crede scaturisca un successo. Accade anche che una vecchia filanda dismessa, nel cuore di Cernusco sul Naviglio, si trasformi in un locale raffinato dove gustare suoni e sapori selezionati da una mano sapiente, e che questo luogo d’incontro faccia la scelta coraggiosa di programmare una rassegna jazz che porterà tra i suoi tavoli, ogni giovedì sera, un’ensemble tra le migliori in circolazione. Accade infine che la combinazione di questi elementi si traduca in un “tutto esaurito” per la serata jazz del neonato Bluè, e in un successo per il quartetto capitanato del direttore artistico della rassegna, Felice Clemente, protagonista dell’ottavo appuntamento di Bluè JAZZ Night.
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Tra gli avventori sono molti ad acclamare il sassofonista, che inaugura il concerto con un brano a firma Massimo Colombo, To Clifford, omaggio a Clifford Brown e sipario di presentazione per i musicisti che, sul ritmo incalzante del pezzo, si annunciano al pubblico attraverso la voce dei loro strumenti.
Clemente impugna il sax soprano per la successiva The Courage to Try in cui Massimo Manzi fa sfoggio di una varietà ritmica e dinamica sonora sempre affascinanti.
Title track dell’ultimo album inciso dal quartetto, Nuvole di carta culla la platea con l’andamento ipnotico del sax tenore sospeso tra il fruscio delle spazzole; la ripresa sulle note del contrabbasso dopo uno stop nel centro è sorretta da un ride incalzante che fa decollare il brano, crescendo fino alla lunga nota di sassofono che ne segna la chiusura.
Cambio di atmosfere per la successiva Paradossi: instabile e irrequieta trova consistenza lungo le linee sinuose del sax, fino all’intermezzo di piano solo. Il mini china di Manzi marca il rientro corale che, sulle note del tema, porterà il brano a compimento.
Aneddoti, introdotta da Massimo Colombo, viene presto modellata dalle dita di Felice Clemente che non risparmia fiato e passione per uno splendido assolo finchè, quasi estenuato, restituisce la scena alla tastiera. Tocca invece a Giulio Gorini l’apertura di Sottili equilibri che passa dal growl di Clemente all’assolo di Manzi prima di permettere all’ensemble l’approdo allo standard Stella By Starlight. Del contrabbassista è la firma sulla successiva Lost in Blues, brano lento e struggente che esalta per contrasto l’esplosivo brano di chiusura Blue Of Mine, tratto dall’omonimo album del 2009 dal Felice Clemente Quintet.
Tra gli applausi del pubblico appagato i musicisti lasciano la scena per firmare le copertine dei cd e rispondere alle numerose dimostrazioni di stima: un segnale incoraggiante, che sarà sicuramente di buon auspicio per il futuro di un locale che merita tutte le attenzioni di un pubblico esigente.
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