Categoria: Jazz

  • Felice Clemente Quartet // Live @ Bluè Jazz Club

    Felice Clemente Quartet // Live @ Bluè Jazz Club

    Pier Marco Tacca

    Accade a volte che le idee giuste si uniscano al buon gusto, che la classe faccia il paio con la professionalità e che da un progetto in cui si crede scaturisca un successo. Accade anche che una vecchia filanda dismessa, nel cuore di Cernusco sul Naviglio, si trasformi in un locale raffinato dove gustare suoni e sapori selezionati da una mano sapiente, e che questo luogo d’incontro faccia la scelta coraggiosa di programmare una rassegna jazz che porterà tra i suoi tavoli, ogni giovedì sera, un’ensemble tra le migliori in circolazione. Accade infine che la combinazione di questi elementi si traduca in un “tutto esaurito” per la serata jazz del neonato Bluè, e in un successo per il quartetto capitanato del direttore artistico della rassegna, Felice Clemente, protagonista dell’ottavo appuntamento di Bluè JAZZ Night.

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  • Jazz Ascona 2013 – Lo spirito del festival inebria la città

    Jazz Ascona 2013 – Lo spirito del festival inebria la città

    AMAmusic - www.amamusic.it

    Nella serata di apertura di Jazz Ascona 2013, avvicinarsi al lungolago significa calarsi, passo dopo passo, in un’intima e festante fiaba musicale, il cui protagonista assoluto e discreto è il jazz.

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  • New Gary Burton Quartet // Piacenza Jazz Fest

    New Gary Burton Quartet // Piacenza Jazz Fest

    Le traiettorie polifoniche di Mr. Burton

     

    Cosa accade quando le strade di un sofisticato rivoluzionario del vibrafono quale è Gary Burton, incrociano quelle della pirotecnica sezione ritmica Colley/Sanchez e di una giovane promessa della chitarra come Julian Lage? Semplice, si verifica una perfetta sinergia di talenti creativi da cui scaturisce grande musica in dosi illimitate.

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  • Caine – Ambrosetti – Di Castri: Harmonic Connection // Piacenza Jazz Fest 2013

    Caine – Ambrosetti – Di Castri: Harmonic Connection // Piacenza Jazz Fest 2013

    Angelo Bardini

    É un itinerario affascinante quello proposto dal trio Caine/Ambrosetti/Di Castri al pubblico convenuto all’Auditorium. Un viaggio temporale che prende le mosse dalle intuizioni di Bach (padre della moderna sintassi musicale), allacciandosi, attraverso un sagace gioco di incastri e richiami, al jazz, mettendone in risalto le analogie.

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  • Miles Smiles: L’eredità di Miles // Piacenza Jazz Fest

    Miles Smiles: L’eredità di Miles // Piacenza Jazz Fest

    Il progetto Miles Smiles celebra il genio di Miles Davis e nasce da un idea di Wallace Roney, suo pupillo nonché talentuoso trombettista dotato di una sonorità corposa, in possesso di una tecnica che lo accomuna alla precedente generazione di strumentisti più che ai suoi coetanei.

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  • Didier Lockwood Quartet // Note ardenti

    Didier Lockwood Quartet // Note ardenti

    Un “elettrizzato” Didier Lockwood, alla testa del suo quartetto di all stars, ha appassionato il pubblico intervenuto al Teatro President con un excursus tra generi e stili che ha reso il concerto un sapido melting pot.

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  • Fabrizio Bosso Spiritual Trio // JazzAltro 2013

    Fabrizio Bosso Spiritual Trio // JazzAltro 2013

    Fiorenzo Pellegatta

    La rassegna JazzAltro tocca nel Teatro Nuovo di Olgiate Olona la sua più alta vetta spirituale. Non servono parole di contorno, è la musica a tracciare le linee di un dichiarato omaggio al soul e al gospel: il suono della tromba di Bosso giunge dalle quinte prima del suo ingresso in scena, dove lo stanno già aspettando uno scatenato Alessandro Minetto e Alberto Marsico, all’organo hammond.

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  • Gonzalo Rubalcaba // In costante mutamento

    Gonzalo Rubalcaba // In costante mutamento

    Angelo Bardini

    La pratica del piano solo può risultare insidiosa, ha la facoltà di sprigionare estatiche performance o trasportare l’artista verso vuote digressioni autocelebrative. Sul palco dell’Auditorium del Conservatorio “G. Nicolini” Gonzalo Rubalcaba a dato prova, con estrema eleganza e una perfetta dizione, di saper evitare le trappole presenti in questo tipo di esercizio.

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  • Mauro Ottolini Sousaphonix //  Alla ricerca del gene perduto

    Mauro Ottolini Sousaphonix // Alla ricerca del gene perduto

    Mauro Ottolini si presenta sul palco del Piacenza Jazz Fest alla testa dei suoi Sousaphonix, pittoresco quanto eclettico ensemble aperto fondato nel 2008, naturale appendice del suo estro creativo.

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  • Latinoamericana // Javier Girotto & Aires Tango al Piacenza Jazz Fest

    Latinoamericana // Javier Girotto & Aires Tango al Piacenza Jazz Fest

    Spetta a Javier Girotto & Aires Tango aprire ufficialmente il Piacenza Jazz Fest, giunto (con soddisfazione) al giro di boa delle dieci candeline. Un traguardo di gran peso, che colloca la rassegna emiliana nel novero dei festival di settore più accreditati in ambito nazionale, una proposta variegata dagli alti standard qualitativi.

     

    Il direttore artistico Gianni Azzali e il sindaco di Piacenza Paolo Dosi hanno sottolineato nel discorso introduttivo come, nonostante mille difficoltà, si sia riusciti a mantenere viva una realtà strutturata come questa, divenuta ormai appuntamento imprescindibile per gli appassionati di jazz. Il concerto si è tenuto all’interno della location Le Rotative, ex area industriale legata alla storia del quotidiano locale Libertà, riconvertita in spazio multimediale; l’orario insolito non ha condizionato l’affluenza di pubblico, numeroso e carico d’aspettativa. Aspettativa risolta dall’esibizione degli Aires Tango, formazione che vanta ormai un affiatamento simbiotico frutto di una convivenza quasi ventennale (il gruppo è stato fondato nel 1994).

     

    La musica del quartetto è una sapida ricetta che bilancia in modo intelligente stilemi del tango e improvvisazione jazz, innestando sapori etnici di origine andina che ne allargano l’orizzonte espressivo. Gli schemi armonico/ritmici del tango vengono espansi da un approccio tipicamente jazzistico (preponderante), attraverso un altalenante gioco di linguaggi.

    L’attento controllo delle dinamiche, permette invece passaggi repentini dai pianissimo ai fortissimo, increspando l’incedere narrativo, caratteristica riscontrabile nel tango di Piazzolla, figura di riferimento per il gruppo. Girotto sfoggia un fraseggio fluido, ricco di cromatismi e dalla inesauribile cantabilità (anche nelle sortite solistiche), tratteggia struggenti pagine liriche o porta il sax soprano ai limiti dell’estensione inerpicandosi in sanguigne declinazioni. Contraltare del leader, Gwis avvicenda un accompagnamento sobrio e discreto (con sviluppo di linee tematiche anche sulla mano sinistra) ad accesi impeti solistici. Fondamentale in questo contesto l’apporto ritmico, elemento base della musica latina e di tutti gli idiomi di derivazione africana, ben espresso dalle suggestioni percussive di un fantasista come Michele Rabbia affiancato dalle linee umorali del basso elettrico di Marco Siniscalco.

     

    La scaletta ha pescato sia nel repertorio storico che nelle incisioni più recenti: dall’apertura in crescendo, con un medley dei brani Pasión Albiceleste, Alborada e Caida Lenta, all’intensa dedica dai contorni malinconici Abuelas de Plaza de Mayo, suonata da Girotto al flauto andino (uno dei vari modelli in suo possesso), senza tralasciare le movenze tangueire di Pichuco e le poliritmie di La Luna. Nel mezzo Il Senso della Vita, Felliniana e 11 Mayo. La scelta del bis cade su Mi Niño, collage di ninne nanne da cui fuoriescono assonanze Haydniane.