La rassegna JazzAltro tocca nel Teatro Nuovo di Olgiate Olona la sua più alta vetta spirituale. Non servono parole di contorno, è la musica a tracciare le linee di un dichiarato omaggio al soul e al gospel: il suono della tromba di Bosso giunge dalle quinte prima del suo ingresso in scena, dove lo stanno già aspettando uno scatenato Alessandro Minetto e Alberto Marsico, all’organo hammond.
Le prime inconfondibili note che arrivano all’orecchio della platea sono quelle di When The Saint Go Marchin In: dopo il tema enunciato dalla tromba, si susseguono i solo di Bosso, Marsico e, in chiusura, quello di batteria.
{gallery}concerti/bosso{/gallery}
Ecco quindi, Nobody Knows The Trouble I’ve Seen, riletta in chiave latin jazz, quasi ipnotica nel turbinio di note che passano tra le dita di Bosso, prima, e quindi sui tasti dell’hammond.
Mercy Train è un brano originale a firma Marsico che si inserisce di prepotenza nella tradizione gospel, mentre Lou è una ballad rasserenante e blanda.
Deciso cambio di tempo per la successiva Amen, quasi ossessiva nel ritmo sfrenato. Il trio approda quindi a Misty, unico brano della serata che non rientra nella track-list dell’album Spiritual.
Nella successiva Down By The River Side Bosso gioca col colore delle note, grazie ad un uso sapiente della sordina e del growl.
Per la chiusura la scelta cade su una ritmata e trascinante versione di Oh Happy Day che coinvolge il pubblico entusiasta.
Prima che il teatro si svuoti il trio sfodera i due brani tenuti in serbo per il bis: Amazing Grace e Good News. La serata si rivela un facile successo, dati i nomi presenti in scena, anche se, a detta di chi scrive, un concerto jazz vissuto dalle poltroncine di un teatro perde buona parte del proprio fascino, allontanando ambientalmenten dai musicisti un pubblico già tenuto a distanza a livello empatico da una formazione non particolarmente comunicativa.
Lascia un commento